| Omelia (05-05-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 14, 27-31 Come vivere questa Parola? Quanto è attuale il Vangelo di oggi! Sentire la parola pace potrebbe provocare in noi quasi un lontano ricordo e un senso di frustrazione "perché tanto che possiamo fare" di fronte a guerre, soprusi, abusi di potere, disuguaglianze. E, invece, Gesù parla proprio di pace ed è anche la prima parola che ha detto quando è apparso ai discepoli dopo la resurrezione: "Pace a voi!". E sono, queste, le stesse parole usate da Papa Leone XIV nel suo primo discorso, il giorno della sua elezione. Gesù ci lascia la sua pace che, specifica, non essere quella del mondo e, aggiunge, di non essere turbati e di non avere paura perché va' per ritornare. Allora, forse, la pace che ci lascia Gesù non è tanto un rassicurarci che "andrà tutto bene" o che non ci saranno più guerre e ingiustizie. Il Vangelo ce lo dice chiaramente, viene il principe del mondo, ma ci dice anche che non può più nulla. La certezza che il male non ha l'ultima parola, che la morte è stata vinta con la Sua morte e resurrezione, ecco la speranza che ci dà la forza di non scoraggiarci, ma di continuare a credere che la pace è possibile e iniziare ad esserne i primi costruttori nel nostro quotidiano.
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