Omelia (03-05-2026)
Omelie.org (bambini)


Cari bambini e bambine, ragazze e ragazzi, ben trovati.
Siamo oltre la metà della Cinquantina Pasquale: i cinquanta giorni che separano la Pasqua dalla Pentecoste e nei quali leggiamo gli Atti degli Apostoli per conoscere come la Chiesa Primitiva ha sperimentato la Resurrezione e la prima evangelizzazione.
La Prima Lettura è una colonna portante dei carismi della Chiesa. Era da poco risorto Gesù e gli Apostoli - di nuovo 12 perché era stato eletto Mattia al posto di Giuda il traditore - evangelizzavano senza fermarsi mai. Bisognava raccontare a quante più persone possibile la notizia che stava cambiando al mondo: la morte era stata sconfitta per sempre! La gente, allora come oggi, aveva bisogno di una luce di speranza, quindi le prime comunità si formarono velocemente. Nel giro di poco si è verificato un problema pratico. In modo particolare c'erano molte vedove e poveri che necessitavano di assistenza per poter sopravvivere ma, dal momento che i Dodici erano occupati nell'annunciare la Parola, vennero scelte delle persone che si occupassero delle opere di carità. Nacquero così i primi sette servitori, poi chiamati diaconi. Nella Chiesa, comunque nulla rimane soltanto una cosa organizzativa esterna, ma ogni opera viene dallo Spirito Santo, ed è rivolta alla gloria di Dio. Ancora oggi il diaconato è un servizio, un ministero fondamentale per la Chiesa. Questi uomini aiutano le parrocchie per l'assistenza ai poveri e ai malati, ma affiancano anche i sacerdoti nelle altre opere di fede. Il diacono non è un semplice aiutante, ma è un uomo che ha risposto ad una chiamata di Dio. Fare del proprio corpo uno strumento di amore al Padre per i più piccoli.
La Seconda Lettura è tratta dalla Prima Lettera di Pietro. È molto raro leggere qualcosa del Primo Papa perché ci sono giunti pochissimi suoi scritti. È un brano complesso, ma bellissimo. La cosa che colpisce di più, è la frase voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa. È un'espressione meravigliosa, ma non dobbiamo lasciarci in orgoglire. San Pietro sta esprimendo la dignità di ogni battezzato, ma non possiamo usare questa verità per dominare gli altri. Anzi. È un dono che dobbiamo mettere a servizio degli altri, perché tutti ne possano godere. Questa frase conclude la Lettura riassumendone tutto il significato, puntando un faro sul nostro battesimo. Esso, infatti, non è un rito che ci introduce nella Chiesa e basta, ma prosegue la sua opera in tutta la nostra vita in quanto ci rende re, sacerdoti e profeti. Allora possiamo dire che:
• siamo stati chiamati
• resi preziosi dall'Amore di Cristo che ha donato la Sua vita per noi
• ci è stata affidata la missione di non nascondere questa Amore a chi ci sta accanto.
Passiamo ora al Vangelo: tratto da Giovanni, può sembrare enigmatico, ma sciogliamo insieme questi nodi, analizzando frase per frase.
1. L'input è non sia turbato il vostro cuore. Un cuore "turbato" non è semplicemente spaventato, ma è proprio destabilizzato perso. Posso essere spaventata, per esempio, da un'interrogazione ma so che la devo affrontare, cioè so dove devo andare. Un cuore turbato invece ha perso il suo orientamento, mette tutto in discussione. È talmente terrorizzato da non sapere né chi è né quale sia il suo obiettivo.
2. Il "comando" immediatamente successivo è abbiate fede. Forse avremmo capito meglio se fosse stato introdotto da un "invece". Se volessimo parafrasare queste due frasi, potremmo dire qualcosa del genere: "se hai un problema non ti perdere, ma abbi fede, proprio in quel momento". Il cristianesimo infatti non è una religione fatta solo da riti del passato, ma è una relazione, un'amicizia con Gesù. E come dice il detto? "Il vero amico si vede nel momento del bisogno". Qui Gesù ci sta chiedendo di avere più fede proprio nei momenti peggiori perché è proprio in quei momenti che possiamo sperimentare il Suo Amore.
3. Non è un caso che Gesù continui dicendo vado a prepararvi una dimora. Cioè una casa, qualcosa di assolutamente stabile. Quindi anche oggi la nostra sicurezza non deve essere terrena, ma deve venire dal Regno di Dio. Noi siamo stati creati dall'Eterno per l'eternità. Come può un evento momentaneo farci perdere per sempre?
4. Ma l'amore di Gesù è ancora più stupefacente perché prosegue dicendo verrò di nuovo e vi prenderò con me. Immaginate di invitare un amico a cena a casa vostra e di invitarlo anche a dormire. Imbandite la tavola, cucinate tante prelibatezze e gli preparate il letto. Come minimo di aspettate che venga da solo a casa vostra, no? Beh, Gesù si preoccupa anche di venirci a prendere: vuole assicurarsi che non perdiamo la via.
5. Ma quale è questa via? È Gesù stesso. E come si fa a riconoscere se uno è in comunione con Lui? Dalle opere che compie e dal suo modo di vivere. Il segreto, quindi, per non perdere la strada, è sempre lo stesso: stare nella Chiesa, che ci custodisce e ci indica il cammino.
L'augurio più grande che posso fare a tutti noi partendo dalle Letture di oggi, è questo: non obbediamo al turbamento del nostro cuore, ma alla Verità di Cristo. Solo così possiamo godere, anche in questo mondo, della Vita Eterna.
Commento a cura di Cristina Pettinari