| Omelia (29-04-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Sal 102,3 Come vivere questa Parola? Il nostro Dio non è impersonale né distante: è un Dio che entra nella nostra vita per rialzarci, liberarci, illuminarci. E lo fa in un modo concreto e delicato: perdona ciò che ci appesantisce, guarisce ciò che ci ferisce, ci salva da ciò che rischia di spegnerci e poi ci avvolge di bontà, come un manto che protegge. È un movimento continuo, un fluire di misericordia. In questo movimento riconosciamo il suo volto: un volto che non giudica, ma ricrea; non abbandona, ma accompagna; non misura, ma trabocca di amore. Come non accostarsi al sacramento della Riconciliazione per incontrare un Dio che libera, risana, rialza e custodisce? Come non ricordare la festa della Divina Misericordia, dove la Redenzione (Passione e Risurrezione) si unisce all'amore misericordioso di Dio? Un Dio così non si teme. Nel silenzioso segreto della nostra stanza (cfr. Mt 6,6-8) lo accogliamo, ci apriamo a Lui e ci affidiamo con fiducia alle sue mani.
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