| Omelia (28-04-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 10,27 Come vivere questa Parola? Questo versetto ci porta nel cuore della relazione con Dio: non un rapporto di doveri, ma di riconoscimento e ascolto. Le pecore ascoltano la voce del Pastore perché la conoscono. È una voce che non confonde, non spaventa, non costringe. È una voce che chiama per nome, che custodisce, che guida. «Io le conosco»: non in modo generico, ma profondo. Conosce le nostre paure, le nostre ferite, i nostri desideri nascosti. Conosce la strada che ci fa vivere e se abbiamo fiducia in Lui possiamo vivere il versetto: «Ed esse mi seguono». Lo seguiamo non per obbligo, ma perché ci sentiamo al sicuro. Seguire Cristo non è un peso, è lasciarsi condurre da una Presenza che precede, che apre il cammino, che non abbandona. In questo versetto c'è la verità più semplice e più profonda: Dio parla, noi ascoltiamo; l'ascolto diventa fiducia, la fiducia diventa sequela, la sequela diventa vera vita. È un invito a fermarsi, a fare silenzio, a riconoscere la sua voce tra le tante voci che ci raggiungono. Perché chi ascolta quella voce non cammina mai da solo.
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