Omelia (02-05-2026)
Missionari della Via


Del Vangelo di oggi cogliamo due aspetti. Il primo riguarda l'anelito di ogni credente di ogni tempo: «Il tuo volto io cerco Signore». Questo desiderio, che attraversa la Sacra Scrittura, è espresso in maniera chiara nel salmo 26 dove il salmista, in un momento difficile, si affida alla fedeltà e all'amore di Dio: «Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi. Di te ha detto il mio cuore: Cercate il suo volto; il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto... Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto. Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino» (Sal 26, 7-11).

Il secondo aspetto è che l'effetto più immediato del nostro vivere in Gesù consiste nell'essere ascoltati profondamente. Più siamo radicati in Lui, più la nostra preghiera risulta efficace. Non perché Dio si piega ai nostri desideri ma perché, se siamo in Cristo, impariamo a chiedere ciò che è il nostro vero bene, e ad accogliere anche quello che inizialmente non abbiamo desiderato e pensato, certi che il Signore conduce a qualcosa di più grande. È la certezza di chi sa che l'amore mai delude. Dunque viviamo con quella consapevolezza che anche quando non siamo esauditi, Dio sempre ci ama! Fidiamoci di Dio!

«Insegnami a cercarti e mostrati a me che ti cerco. Io non posso cercarti se tu non m'insegni, né trovarti se tu non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti, che ti desideri cercandoti, che ti trovi amandoti, e che ti ami trovandoti» (Sant'Anselmo).