| Omelia (26-04-2026) |
| padre Antonio Rungi |
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Gesù porta d'ingresso nel suo gregge Il Vangelo della quarta domenica di Pasqua è quello dedicato al Buon Pastore ed è tratto dall'evangelista Giovanni. Si tratta di una domenica particolare, in quanto è dedicata anche alla preghiera per tutte le persone che si consacrano al servizio di Dio mediante il sacerdozio ministeriale e il sacerdozio comune, nonché coloro che fanno la scelta della vita consacrata. Il tema centrale della liturgia della parola di Dio di questa quarta domenica è appunto il buon pastore che guida e conosce il suo gregge, ma il testo specifico che ci viene proposto nel Vangelo di Giovanni è quello in cui Gesù si presenta come la porta di ingresso nell'ovile, nel suo gregge. Qui tutta la comunità si riunisce sotto la guida del pastore unico dell'ovile, cioè la comunità di tutti i credenti. Gesù stesso indica la strada giusta da individuare e poi seguire con responsabilità e fedeltà. In altri termini significa scegliere la strada di Cristo che è la porta principale ed esclusiva per far parte di questa comunità di credenti. Un vangelo che invoglia a credere e a professare la fede nel Cristo morto e risorto per la nostra salvezza. Certamente come Gesù ci ricorda nel testo del Vangelo di questa domenica c'è il rischio che qualcuno possa presentarsi come il pastore vero del gregge, ovvero il Messia. La storia di Israele è segnata da tanti falsi profeti, tanto da generare confusione e disordine nel popolo santo di Dio. Chi non è il pastore certificato del gregge diviene un ladro e un brigante, che va a violare la comunione, l'unione, la fraternità e l'armonia del gregge. Gesù stesso ci mette in guardia da coloro che possono in qualche modo sostituire la sua figura e la sua persona, non per gelosia o invidia, ma perché falsificatori della loro identità e missione. Dalla storia dell'umanità sappiamo come tanti hanno provato a farsi messia e profeti per raggiungere i loro scopi. La missione di Cristo, Figlio di Dio, è quella della vera salvezza. Chi pensa di poter prendere il posto di Dio nella vita dei singoli e della comunità dei credenti è un ladro e brigante. Rimane, quindi, centrale il tema della porta che è Cristo. E questa porta la si apre nel giorno del battesimo. Con questo sacramento entriamo a far parte della comunità dei credenti, di cui Cristo è l'unico ed eterno pastore. Nel nome della Santissima Trinità veniamo introdotti nel cammino di fede che ci accompagnerà per il resto della nostra esistenza. In questo cammino ci accompagna il pastore delle nostre anime che è Gesù. Concretamente questo accompagnamento avviene con l'aiuto dei pastori che hanno un nome, un volto e un compito nella chiesa e sono il papa, i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e i fedeli laici che svolgono attività pastorali nella parrocchia, nella Diocesi o nel Vaticano. A questi pastori impegnati in un servizio disinteressato ed umile va il nostro ringraziamento e la preghiera, perché il loro operato e soprattutto la loro santità sono finalizzati alla crescita e alla santità del popolo di Dio, che è il gregge di Gesù Cristo. |