| Omelia (22-04-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 6, 35-40 Come vivere questa Parola? La Parola ci indica qual è la volontà di Dio per ciascuno, chiedendoci di porre un'attenzione: la vita eterna non è solo l'aldilà: la vita eterna inizia qui e potrebbe essere già il paradiso è se ci sentiamo amati da Qualcuno. L'inferno è non sentirsi amati. Dopo la morte ciò che abbiamo scelto con la nostra libertà diventa definitivo, ma è nel quotidiano che facciamo le nostre scelte, scegliamo Lui o non. Ecco allora perché forse dovremmo riformulare le parole di Gesù in modo da comprendere fino in fondo che cos'è la resurrezione: avere una vita nuova che ci viene donata dall'amore, dal sapersi amato. Persino la morte fugge davanti all'amore. "L'amore è più forte della morte" si legge del Cantico dei cantici. Allora non dobbiamo leggere "lo risusciterò nell'ultimo giorno", ma "lo risusciterò ogni giorno, fino all'ultimo". Dovremmo imparare a considerare due aspetti della nostra fede: uno che ha a che fare con il presente e uno che ha che fare con il destino ultimo. Tutto ciò che è destino ultimo non è semplicemente dopo, ma è già qui. La realtà è già carica del nostro destino ultimo, pertanto dovremmo saper decifrare il destino nel qui ed ora. Coì il futuro diverrà presente.
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