| Omelia (20-04-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 6, 22-29 Come vivere questa Parola? Gesù che sfida la folla a superare la ricerca di benefici materiali (il pane che perisce) per cercare il "pane di vita" eterna. Corregge le loro motivazioni invitandoli a credere in Lui come inviato dal Padre, definendo la fede come la vera "opera di Dio". Svela che la folla lo cerca non per aver compreso il "segno" divino (la moltiplicazione), ma per la soddisfazione materiale; evidenzia la tendenza umana a cercare Dio solo in base alle proprie necessità immediate. Viene offerto un invito a non lavorare solo per beni effimeri, ma per un nutrimento spirituale che dura per la vita eterna. Questo "cibo" è il legame con Gesù, la sua Parola e l'Eucaristia. Alla domanda su quali opere compiere per compiacere Dio, Gesù risponde che l'unica vera "opera" richiesta è credere in Colui che il Padre ha mandato. Non si tratta quindi di un accumulo di sforzi umani ("fare"), ma di un atto di fiducia e accoglienza ("credere"). Andare oltre il miracolo: la Parola invita a non fermarsi al prodigio (il dono), ma a riconoscere il donatore, passando dalla fede superficiale a quella profonda.
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