Omelia (15-04-2026)
don Michele Cerutti
Lui ci ha amati quando noi eravamo nel peccato

Qualche giorno fa un bambino delle elementari mi ha sorpreso dicendo: Il diavolo ci conosce per nome, ma ci chiama per il nostro errore mentre Dio conosce il nostro peccato, ma ci chiama per amore.
Questa frase candida ci aiuta a leggere i versetti che la liturgia ci offre nel brano del Vangelo al termine del lungo dialogo notturno tra Nicodemo e Gesù.
Potremmo perdere tutta la Bibbia, ma se ci rimanesse solo questo frammento avremmo la chiave di lettura per comprendere Dio e leggere la nostra storia.
Lui ci ha amato prima ancora quando noi eravamo dei peccatori.
Non c'è passato che tenga, non c'è errore che possa chiudere l'amore di Dio, se non il nostro rifiuto di credere.
La preoccupazione del Maestro è quello di presentare un Dio che non è poliziotto, ma come colui che offre una via di salvezza e di bene.
Tutti i peccati sono perdonati, ma guai se disperassimo della salvezza di Dio né per noi né per gli altri.
Tutti ricordiamo il Santo Curato d'Ars a quella mamma in preda alla disperazione andò da San Giovanni Maria e disse: Mio figlio si è suicidato e allora sarà dannato.
Il Santo sacerdote disse ma lei sa che tra il ponte e la terra c'è la grazia di Dio?
Dio è Amore questo è il grande insegnamento dei brani di questi tre giorni successivi al grande giorno di Pasqua e guardiamo a Lui morto e risorto per vivere nella certezza di essere nelle braccia di chi non ci lascia mai soli.