Omelia (19-04-2026)
padre Antonio Rungi
Gesù un singolare compagno di viaggio lungo i sentieri della vita

Il Vangelo della terza domenica di Pasqua è dedicato al racconto dei discepoli di Emmaus. Il brano dell'evangelista Luca ci racconta in dettaglio tutto ciò che è successo dopo la risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. È un testo che tutti gli esegeti e biblisti definiscono eucaristico, perché Gesù come si legge nel brano evangelico viene riconosciuto dai due discepoli, dopo una lunga lezione e catechesi, nello spezzare il pane.
Nella casa dove sostarono ad Emmaus i due discepoli e Gesù a conclusione di un lungo cammino e mentre si faceva sera, tutti e tre si trovano intorno ad un tavolo per consumare qualcosa dopo un percorso faticoso e stancante di undici chilometri. I due insieme a Gesù, quindi, a conclusione di un cammino di discernimento, di approfondimento e anche di riscoperta del mistero della Risurrezione di Cristo sotto la guida del maestro divino. che spiega nei dettagli ciò che già era stato anticipato circa il Messia a partire dai profeti.
Nel percorso da Gerusalemme a Emmaus Gesù guida i due discepoli, che non erano apostoli, a capire il mistero della Risurrezione del Signore come era stato annunciato dallo stesso Cristo durante la sua vita. Perché è importante questo brano del Vangelo? Perché ci fa capire due cose fondamentali: la riscoperta della fede del mistero della Risurrezione di Cristo e la fede nella comunione tra i discepoli e il Signore. Una comunione che è nata, come ben sappiamo, nella cena ultima del giovedì santo quando Gesù istituiva il sacramento dell'eucaristia e del sacerdozio cattolico. È importante guardare la Pasqua del Signore in questa prospettiva di comunione. Non c'è vera Pasqua, se non quando la chiesa, l'umanità, la società riscopre il dono della fratellanza, della comunione fraterna, della condivisione e il camminare insieme verso mete altissime di santità.
Il testo del Vangelo di Luca che accompagna la parola di Dio di questa terza domenica di Pasqua ci fa capire, infine, come effettivamente senza la vicinanza del Signore ci riesce difficile andare avanti, dare un senso alla nostra vita, non soltanto terrena, ma nella prospettiva eterna. Gesù ci prende per mano, ci accompagna e ci aiuta a capire tutto ciò che è necessario per il nostro bene, per il bene della chiesa, dell'umanità soprattutto delle persone scoraggiare, tristi e che si sentono abbandonata da tutti.
Questo testo del Vangelo viene valorizzato spesso per le nostre assemblee liturgiche, viene citato, proclamato e anche commentato a conferma della importanza e specificità. Possiamo ben dire che nel contesto della chiesa e del mondo contemporanei che è quanto mai importantissimo mettere al centro della nostra esperienza di fede la comunione ecclesiale che parte dalla comunione con Cristo e dalla comunione con tutti i fratelli sparsi nel mondo.
In questo tempo difficile in cui è problematico vivere in pace non soltanto tra di noi, ma anche a livello delle Nazioni, chiediamo al Signore che appare a discepoli di Emmaus che si faccia compagno di viaggio degli uomini del nostro tempo che vogliono e cercano la pace con cuore sincero e nella verità, Amen.