| Omelia (16-04-2026) |
| padre Ezio Lorenzo Bono |
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TRA IL PARLARE E IL RIVELARE... I. Mai come oggi si parla così tanto. Tutti vogliono dire la loro: opinioni, commenti, analisi, interpretazioni... su tutto - politica, società, guerra, sport, vita, felicità, Dio, senso dell'esistenza. Siamo immersi in un rumore continuo di parole. Ma il Vangelo di oggi ci ricorda che non tutte le parole hanno la stessa origine. C'è chi parla dalla terra... e c'è Chi viene dall'alto. E non è la stessa cosa. II. Gesù dice: "Chi viene dalla terra appartiene alla terra e parla della terra. Colui che viene dal cielo è al di sopra di tutti." Non è un disprezzo dell'umano, ma un realismo: noi parliamo di ciò che conosciamo... ma restiamo dentro i confini della terra. Cristo invece parla di ciò che ha visto e udito presso il Padre. Non porta un'opinione, né una teoria: porta una testimonianza. Eppure - dice il Vangelo - "nessuno accetta la sua testimonianza". La verità può essere davanti a noi... e noi possiamo rifiutarla. E questo è forse il dramma più grande: Dio parla... e noi restiamo sordi. Perché accogliere Cristo non è capire qualcosa in più: è fidarsi... e lasciarsi cambiare. III. Gesù conclude: "Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce... non vedrà la vita." Non è una minaccia: è una conseguenza. Se rimani chiuso nella logica della terra... resti dentro i suoi limiti. Resti dentro una vita che, alla fine, si consuma, si spegne, finisce. Se ti apri a Colui che viene dall'alto... entri già ora in una vita che non muore. Non domani, ma già adesso. E allora tu: a chi stai dando credito nella tua vita? Alle mille voci che parlano attorno a te... che oggi ti esaltano e domani ti svuotano... o alla voce di Cristo, che magari è più silenziosa... ma è l'unica che dice la verità su di te... e l'unica che può salvarti? Perché alla fine non è questione di informazioni... ma di fiducia. E da questa scelta dipende tutto: non solo come vivi... ma se vivi davvero. |