| Omelia (14-04-2026) |
| padre Ezio Lorenzo Bono |
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IMBRIGLIARE IL VENTO I. In questi giorni stiamo assistendo a qualcosa che, in fondo, non è nuovo nella storia: un potente capo di Stato che cerca di tirare Dio dalla propria parte, di usare il Vangelo, e arriva perfino a minacciare il Papa quando non si allinea a lui, per giustificare i suoi progetti di guerra. È un meccanismo antico: imbrigliare Dio, piegarlo ai propri interessi, far dire a Lui ciò che in realtà diciamo noi. Ma c'è un problema, anzi, una verità che Gesù oggi ci ricorda con forza: Dio non si lascia usare. II. Gesù lo dice nel Vangelo di oggi con l'immagine del vento che "soffia dove vuole... ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va". E aggiunge: "così è di chiunque è nato dallo Spirito". Lo Spirito è come il vento: non lo puoi imprigionare, non lo puoi dirigere, non lo puoi costringere a soffiare dove vuoi tu. Puoi solo accorgerti che passa... e decidere se opporre resistenza o lasciarti trasportare. E questo vale anche per Dio: non entra nei nostri progetti per legittimarli, non si piega alle nostre strategie, non diventa lo strumento delle nostre volontà. È libero. E proprio per questo... è Dio. III. Ma prima di giudicare ciò che accade nel mondo, forse dovremmo guardare dentro di noi. Perché, in fondo, anche noi facciamo lo stesso. Quante volte non cerchiamo Dio per ascoltarlo... ma per ottenere da Lui quello che vogliamo? Preghiamo, sì... ma con una condizione nascosta: "Signore, aiutami... però fai come dico io". E quando le cose non vanno come avevamo chiesto, restiamo delusi, quasi rivoltati. Ma lo Spirito non è a nostra disposizione. Non è un interruttore che accendiamo e spegniamo come vogliamo. È vento. E il vento non si comanda. E allora tu: vuoi un Dio che obbedisca a te... o vuoi entrare tu nella libertà di Dio? Perché finché cerchi di imbrigliarlo... Dio ti sfuggirà sempre. Ma quando smetti di trattenerlo... e ti lasci portare... allora sì, comincia davvero la vita nello Spirito. |