Omelia (18-04-2026)
Missionari della Via


Nel Vangelo di oggi non si parla di tempesta sedata, come nel caso dell'episodio narrato nei sinottici, ma di una riva immediatamente raggiunta. Gesù non seda la tempesta: anzitutto va incontro ai discepoli proprio mentre si trovavano nella tempesta, segno di quella cura, di quella vicinanza, di quell'aiuto che il Signore non smette mai di offrirci, specie nei momenti più difficili. E poi viene accolto nella barca in mezzo alla tempesta, proprio in mezzo al tumulto interiore della paura, in quel sentirsi perduti di fronte a un problema così grande. Ed è quest'accoglienza di Gesù che fa sì che la barca tocchi "subito" la riva alla quale erano diretti. Come a dire: le tempeste ci sono, talvolta arrivano, spesso perdurano; ciò che conta non è che scampino subito, ma che in quelle tempeste ci lasciamo incontrare dal Signore e lo lasciamo salire a bordo della nostra vita. Sarà Lui a condurci prontamente alla riva alla quale siamo diretti.

«Il coraggio e la forza che sono in me non vengono da me, ma da Colui che vive in me: è l'Eucaristia» (Santa Faustina).