| Omelia (16-04-2026) |
| Missionari della Via |
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Gesù, nel dialogo con Nicodemo, mette a confronto due modi di vedere, di pensare, di agire: uno proprio di chi viene dall'alto, uno di chi appartiene alla terra. Egli è venuto a parlarci delle cose del cielo, e chi lo accoglie e lo segue, camminando nella Chiesa, vive una vita nuova, e impara e leggere la realtà secondo una prospettiva nuova, secondo il cielo. Il rischio è quello di perdere tanta bellezza e, nonostante il dono del battesimo e la frequentazione (più o meno assidua) della Chiesa, non sperimentare questo cambiamento. Ad esempio, posso continuare a leggere la realtà in termini di "fortuna-sfortuna", anziché aprirmi a un disegno provvidente che tiene conto della responsabilità umana; posso continuare a vivere unicamente per le cose di questo mondo anziché viverle consapevole di essere di passaggio; posso seguire logiche mondane di apparenza, visibilità, rincorsa al successo e al potere anziché aprirmi al servizio e al dono di sé, sacrificando anche gli affetti e le cose più belle... Insomma, tutto questo ci pone una domanda seria: il cammino con Gesù, il contatto con la sua parola, mi stanno aiutando a cambiare mentalità? Oppure, come ero, così sono? E in che cosa chiedo al Signore la grazia di crescere? |