Omelia (14-04-2026)
Missionari della Via


Gesù, dialogando con Nicodemo, ci consegna un'affermazione, una necessità che ha del paradossale: «come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna». Abbiamo qui una chiara allusione alla crocifissione ma anche, in filigrana, alla successiva glorificazione di Gesù con la sua ascensione al cielo. Di che necessità si tratta? Gesù "doveva" morire perché Dio ama la sofferenza e il dolore? No di certo. E allora? Si tratta di una "necessità divina": perché potessimo credere all'amore di Dio per noi, era necessario che Lui ci amasse fino in fondo, anche nel nostro rifiuto. Sì, era necessario che Dio ci amasse sin lì, attraversando per noi la sofferenza, perché potessimo sentirlo e scoprirlo vicino anche nelle nostre sofferenze. Ecco perché nelle nostre fatiche ad amare, a portare avanti la famiglia, la vocazione, ecco perché nelle nostre lotte interiori, nei lutti e nelle situazioni più dolorose, la prima cosa è mettersi di fronte al crocifisso e pregare, contemplando quell'amore crocifisso e glorioso. Egli saprà come parlare e consolare il nostro cuore.