Omelia (12-04-2026)
Omelie.org (bambini)


Pace a voi!
È la prima volta che Gesù si fa vedere dopo gli avvenimenti della Pasqua. Egli non esordisce sgridando gli Apostoli per averlo lasciato solo, per averlo tradito o abbandonato. Non appare solo a Giovanni, l'unico che era rimasto sotto la croce insieme a Sua madre. Non dice loro: "Perché mi avete abbandonato? Non fate più così...". Non dice questo, ma dice: "Pace a voi".
Questo "Pace a voi" non significa semplicemente "non siate in guerra". Shalom, la pace in ebraico, significa pienezza di vita, gioia, felicità. Gesù augura e procura agli apostoli la vera gioia. Poi mostra loro le mani e il costato: non per rinfacciare il male che gli hanno fatto, ma per farsi riconoscere e perché vedano quanto Lui li ha amati.
Nello stesso tempo ripete: "Pace a voi!" e aggiunge: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Inoltre alita su di loro e dice: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi".
Che bello che Gesù abbia pensato anche a tutti coloro che sarebbero vissuti nel futuro, e quindi anche a noi! Gesù vuole che tutti sperimentiamo la vera pace e la vera gioia. Se non siamo felici, è proprio perché ci facciamo prendere da desideri di male che feriscono gli altri ma, prima di tutto, noi stessi.
Gesù trova il modo di raggiungerci anche quando, per paura, ci chiudiamo in noi stessi o nella nostra cameretta. A Gesù interessa quello che stai vivendo: le difficoltà, le paure che ti incatenano, i dubbi che ti assalgono. Gesù è sempre pronto a intervenire nella tua storia in maniera sorprendente. Come entra all'improvviso nel cenacolo, così può entrare da un momento all'altro nella tua vita, e allora tutto cambia. Con la Sua Grazia, Egli ti rende una nuova creatura e ti fa comprendere cose che non avresti mai immaginato.
A questo riguardo, vorrei raccontarvi una storia della vita di San Giovanni Bosco. Un giorno, il Santo stava ascoltando le confessioni dei suoi ragazzi. Ad un certo punto arriva un signore che chiede di parlargli. Il sacerdote lo invita ad aspettare il suo turno e a mettersi in fila. L'uomo aspetta pazientemente e, quando finalmente arriva il suo turno, Don Bosco lo invita a confessarsi. Ma lui rifiuta: "No, non sono venuto per confessarmi, ma per farle alcune domande su dei dubbi che nutro verso la fede cattolica".
Il Santo insiste: prima di parlare dei dubbi di fede, è necessario confessarsi. L'uomo ribatte di volere solo chiarimenti. L'insistenza del Santo è tale che, alla fine, il signore si inginocchia e fa una profonda e sentita confessione. Dopo l'assoluzione, Don Bosco lo invita a esporre i suoi dubbi. Sapete quale fu la risposta? "No padre, non ne ho più bisogno!".
Gesù, quindi, collega la pace alla riconciliazione con Dio. La vera causa della guerra è il peccato. Se tutti si confessassero, non avremmo più guerre. Mi piacerebbe dare origine a un movimento che avesse come slogan: "Reconciliatio est Pax" (La riconciliazione è la pace). La pace vera si ottiene attraverso il sacramento della Riconciliazione. La pace di Cristo, infatti, è speciale; Egli ci dice: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi".
La pace di Gesù è strettamente collegata al perdono di Dio. Pensate che meraviglia se, durante i negoziati di pace, si facesse una liturgia penitenziale! Ogni capo di Stato dovrebbe riconoscere i propri peccati e chiedere sinceramente perdono. Avremmo la pace immediatamente, altro che trattative infinite che portano a poco o nulla!
Tutti noi sperimentiamo la vera pace quando siamo riconciliati con Dio. Ciò che toglie la pace è, in definitiva, solo il peccato. Facciamo allora il proposito di non lasciar passare nemmeno un giorno senza la pace di Cristo: appena mi accorgo di aver sbagliato, chiedo subito scusa, e Dio - che è la Misericordia personificata - mi darà il Suo perdono, che genera in me la vera pace.
Gli Apostoli, ricevuto lo Spirito Santo, escono dal cenacolo e riferiscono l'accaduto a Tommaso. Egli non riesce a credere e vuole constatare di persona. Otto giorni dopo, Gesù entra nuovamente a porte chiuse. Questa volta c'è anche Tommaso e Gesù lo invita a toccare le Sue mani e il Suo costato. Tommaso, esterrefatto, esclama: "Mio Signore e mio Dio!". E Gesù pronuncia una nuova beatitudine rivolta a tutti noi: "Tommaso, tu hai creduto perché mi hai veduto; beati quelli che pur non avendo visto crederanno!".
Ringraziamo Gesù per averci offerto il Suo perdono, fonte di pace, sicurezza e gioia, e diciamogli: "Signore Gesù, grazie per il perdono che ci offri. È davvero un super-dono che ci fa assaggiare un inizio di Paradiso. Rendici testimoni gioiosi del Tuo annuncio e fa' che, dovunque siamo, possiamo portare la Tua pace. Amen".
Commento a cura di Tiziana Mazzei