Omelia (13-04-2026)
don Michele Cerutti
Spettinati dal vento dello Spirito

Non pensiamo a Nicodemo come a un uomo del passato, ma a lui come uomo colto, di potere, osservante che è attraversato dalle notti e bisognoso di quella luce che solo Gesù riesce a dare. Stanco di titoli e dottrine vuole dare un senso alla sua vita.
Il Maestro offre a lui delle grandi provocazioni atte a scuotere i fondamenti della sua esistenza: Se uno non nasce dall'alto non può vedere il Regno di Dio.
Un modo per elogiare anche il momento che sta vivendo Nicodemo.
Carissimi, Gesù apprezza gli uomini e le donne che si pongono le domande di senso mettendosi anche in dubbio. Quante volte si sente dire mi vengono perplessità di fede.
In questo brano il Signore stesso sembra dirci: Evviva Iddio che ci sono momenti in cui metti in discussione il tuo cammino.
Questo è il momento per fare il salto per domandarci, ma come sto vivendo la mia fede veramente?
Ci viene chiesto di riuscire ad andare oltre mettendo da parte tutti i nostri tentativi di abbassare il livello della nostra vita. "Ormai sono fatto così" non posso cambiare.
Quello che sembra dire Nicodemo: "Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre?". La rassegnazione.
Il brano oggi ci esorta a vincere la fede dell'abitudine per essere chiamati a essere uomini e donne spettinati dal vento dello Spirito che ha sempre la sua imprevedibilità.
Quando ci spaventiamo per i nostri dubbi è perché non vogliamo metterci in discussione e vivere la fede come trasportati da un semplice nastro dove noi siamo fermi.
Chiediamo la grazia di rinascere dall'alto per dare senso alla nostra vita.