Omelia (31-03-2026)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Gv 13,21-33.36-38

Come vivere questa Parola?

Questo brano ci porta nel cuore della notte più densa del Vangelo: è la cena, ma non è più un momento sereno. C'è tensione, c'è turbamento, c'è verità che viene a galla. "Gesù fu profondamente turbato". Gesù non è distante dal dolore, dal tradimento, dalla paura. Li attraversa. Anche tu, quando senti inquietudine, delusione o amarezza, non sei fuori strada: sei dentro una strada già percorsa da Lui. Poi arriva la parola dura: "Uno di voi mi tradirà". La figura di Giuda fa paura proprio perché è vicinissimo a Gesù. Non è "uno di fuori". Il tradimento non nasce lontano, ma quando il cuore smette piano piano di fidarsi e si chiude.

E poi c'è Pietro. Generoso, impulsivo, sincero... ma fragile. "Darò la mia vita per te!" e poche ore dopo rinnegherà. Non basta voler bene a Gesù, bisogna anche conoscere la propria debolezza.

La Parola di oggi ci educa a una fede più umile: meno parole forti, più fedeltà concreta. Meno promesse eroiche, più piccoli sì quotidiani. Infine Gesù dice: "Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato". È sorprendente: la gloria passa attraverso il tradimento e la fragilità degli amici.

Questo significa che anche le tue cadute, le tue ferite, le relazioni difficili... non sono un ostacolo per Dio. Possono diventare il luogo in cui Lui opera qualcosa di più grande.

Questa Parola on chiede perfezione. Chiede verità. Perché è solo nella verità che Gesù può rimanere con te... anche nella notte.


Signore, quando il mio cuore si confonde, tienimi vicino a Te. Non permettere che io mi perda nella distanza.


La voce di un maestro dello spirito

"La nostra vita spirituale cresce attraverso la nostra debolezza, quando la accogliamo e la consegniamo a Dio."

Henri Nouwen - La voce interiore dell'amore


Sr Gisella Serra FMA - [email protected]