| Omelia (24-03-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 8,21-30 Come vivere questa Parola? Il grande tema dell'identità di Gesù intesse il dialogo tra Gesù e i Giudei. L'appello di Gesù chiede una decisione. Quell'IO SONO che vive in unità con il Padre, perché "non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. 29Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite", va accolto per non morire nei nostri peccati. Il peccato è il non accoglierLo, è la non relazione. Il peccato è ostinarsi a tenere chiuso il cuore. È non permettere alla mente di interrogarsi senza pregiudizi lasciandosi interpellare anche dalle opere che si vedono compiere (Gv (10,38 o 14,11). La ricerca della Verità, per chi sarà disposto, lo porterà sotto la Croce, dove verrà innalzato e da lì attirerà tutti a Sé. Ci attirerà tutti a Lui e ricostruirà in noi quella relazione alla quale tanto aneliamo.
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