Omelia (05-04-2026)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Gv 20,1-9

Come vivere questa Parola?

All'alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala corre al sepolcro, nel silenzio ancora avvolto dal buio. La pietra è stata tolta, e il corpo che cercava non c'è più. È come uno strappo nella memoria del cuore: l'amico non è più nel grembo della terra, dove era stato deposto, affidato perché fosse custodito. Maria non può portare questo dramma da sola, perciò corre a dirlo ai fratelli. Anche Pietro e l'altro discepolo corrono, ma ognuno raggiunge il sepolcro con un passo proprio: uno entra senza esitazione, l'altro osserva, si trattiene, cerca di capire. Tre cuori, tre sensibilità, tre modi di confrontarsi con lo shock della risurrezione. Cosa li accomuna: la chiamata di Dio a lasciarsi istruire dalla concretezza della realtà e della storia, per imparare a leggere in quel vuoto l'azione di Dio che fa nuove tutte le cose.

Il sepolcro vuoto, infatti, è uno squarcio nel tempo e nella cultura, un colpo che scuote l'esperienza religiosa e la memoria di chi ha amato il Signore. Anche a noi capita di cercare Dio dove non si trova, ostinati a visitare spazi che ormai non custodiscono più la vita, mentre Egli ci attende altrove, in luoghi che forse non osiamo guardare, in silenzi che ci inquietano, in parole e volti che disturbano. Eppure è proprio là che Dio continua ad intrecciare alla storia il dono della sua salvezza. E la storia che continua a fiorire.

La risurrezione non è prima di tutto un fatto da comprendere: è un invito a correre con cuore ardente, a riconoscere la presenza del Signore dove la vita si rinnova e si fa dono, a credere quando la realtà sfida le nostre abitudini e i nostri attaccamenti.

Insieme, come comunità, impariamo a camminare, ciascuno con la propria sensibilità, a osservare, a stupirci, a credere. La fede diventa incontro, silenzio, ascolto, movimento: verso l'altro, verso la storia, verso Dio che continuamente ci precede.


Signore, aiutaci a riconoscerti dove non ci aspettiamo e a seguirti con cuore aperto e stupito.


La voce di una teologa

"La Chiesa è maestra ma anche discepola: discepola del Cristo e della sua rivelazione biblica e storica, perciò discepola anche della storia"

Adriana Zarri


Sr Linda Pocher FMA - [email protected]