| Omelia (04-04-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Es 12, 42, Lc 12, 35-37 Come vivere questa Parola? Sabato Santo è un giorno difficile da capire: non c'è predicazione, non c'è miracolo, non c'è ancora la Pasqua. È il giorno del silenzio, della pausa. Ma proprio in questo silenzio c'è una verità concreta e potente. Gesù è nel sepolcro. Il mondo sembra fermo, le speranze sembrano spezzate. E noi, insieme a Maria e agli altri, siamo chiamati a stare, senza sapere cosa succederà. Cosa significa concretamente per te oggi? Accogliere il silenzio: non correre a riempire la giornata, non cercare subito risposte. A volte Dio opera proprio quando sembra che tutto sia fermo. Riconoscere le ferite e le attese: il Sabato Santo ti permette di portare davanti a Gesù ciò che pesa nel cuore, senza soluzioni immediate. Custodire la speranza in piccolo: anche se tutto sembra chiuso, qualcosa si sta preparando. La vita cresce sotto la terra prima di sbocciare. Questo giorno ci ricorda che l'amore di Dio non sparisce mai, anche quando non lo vediamo. Le attese, le paure, le fragilità che porti dentro non sono abbandonate: sono il terreno in cui Dio prepara la risurrezione nella tua vita. Trova un momento di silenzio reale: anche cinque minuti, senza telefono, senza distrazioni. Metti davanti a Gesù una situazione che ti pesa e affidala senza pretendere subito di capire tutto. Immagina che, come Gesù nel sepolcro, anche tu stai vivendo un momento di trasformazione, invisibile ma reale. Il Sabato Santo ci insegna che la fede non è sempre azione e luce, a volte è presenza e attesa, e che proprio in questi momenti il seme della resurrezione si sta preparando dentro di noi.
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