Omelia (03-04-2026)
don Luca Orlando Russo
L'ora della Gloria!

Sarebbe un fraintendimento clamoroso leggere nella passione e morte di Gesù, secondo la narrazione del quarto vangelo, un evento umiliante, dove egli appare come uno sconfitto, un sofferente, che alla fine si è dovuto piegare al potere dei Sommi Sacerdoti Anna e Caifa (il potere religioso) e a quello di Pilato (il potere militare e politico). L'evangelista Giovanni, infatti, durante tutta la narrazione della passione e della morte, sottolinea più e più volte che Gesù è il vero vincitore, è il vero Re che trionfa sui suoi nemici, che sbriciola con la sua passione e con la sua morte il "potere delle tenebre", il potere di Satana che seduce e soggioga quel "mondo" che si lascia irretire nelle logiche perverse che attraversano e abitano anche coloro che si illudono di essere "figli di Abramo", mentre hanno lui (Satana, il Diavolo) per padre.
Un trionfo, quello di Gesù, che si compie dopo un cammino di progressiva manifestazione che ha portato alcuni a credere nell'Inviato del Padre, giungendo così a lasciarsi illuminare dalla Luce che dal Verbo si propaga, mentre altri si sono altrettanto progressivamente chiusi alla pienezza della vita, scegliendo la morte, generata dal rifiuto dell'Amore. All'Ora del trionfo e della manifestazione della Gloria del Padre e dell'Inviato, come ci racconta il discepolo che Gesù amava, si arriva perché è tempo di andare "fino alla fine", l'Amore "ha sete" di "compiere" il suo cammino per farci dono della Vita eterna, frutto della conoscenza dell'Amore. Il vaso si è rotto, ma lo Spirito che è stato donato ha il profumo di una essenza delicatissima che si espande dappertutto e noi ne siamo invasi, come fiumi di acqua viva. La Gloria di Dio si manifesta e a noi si svela l'unico Volto nel quale si riconosce: Amore che si dona sino alla fine per la pienezza della Vita.
E' l'ora della Gloria!