Omelia (05-04-2026)
Omelie.org (bambini)


Buongiorno ragazzi e Buona domenica di Pasqua, di Resurrezione!
Possiamo dire che questa domenica è all'insegna della sorpresa, nel vero senso della parola. Tutti noi abbiamo in mente gli eventi accaduti nel triduo pasquale, cioè nei giorni appena trascorsi di Giovedì, Venerdi e il Sabato santo. La vicenda di Gesù di Nazareth, uomo buono che ha camminato per tutta la Palestina facendo del bene e parlandoci del Padre e del suo amore, viene ucciso sul patibolo della croce.
Questa morte così ignominiosa lo rende, agli occhi di tutto il mondo, un perdente. I suoi amici, quando fu catturato, sono scappati per paura, certo, ma questa loro fuga dava ragione a quanti dicevano di loro: Avete visto? È finita come sempre: vince chi è più forte, chi usa la violenza, chi comanda.
A volte succede così anche ai nostri giorni. Ci sono ragazzi che la pensano proprio in questo modo: comanda chi è più forte, chi sa fasi valere, chi si occupa solo dei suoi interessi.
Il vangelo di oggi ci dice invece che l'amore vince sempre, e vediamo insieme come ce lo mostra.
Il racconto si apre con la figura di una donna, Maria di Magdala, discepola e amica di Gesù che, quando ancora è buio, si reca alla tomba dove il Maestro era stato sepolto.
Deve compiere i riti della sepoltura che non si erano potuti fare al momento della reposizione del cadavere perché, in quel giorno, iniziava una festa ebraica solenne e dovevano cessare tutti i lavori manuali.
Maria va alla tomba per onorare il corpo di Gesù e compiere su di lui i riti funebri.
Ha la morte nel cuore per la tristezza e il dolore, lo capiamo tutti molto bene, e il suo cuore è al buio proprio come il mattino ancora senza la luce del sole.
Può capitare anche a voi a volte di avere il buio nel cuore, magari per la paura di una interrogazione, oppure perché avete litigato con un vostro amico, oppure perché la sera prima i genitori vi hanno ripreso per qualche cosa che non è andata bene... insomma succede a tutti, grandi e piccini, di avere il buio nel cuore.
Quando Maria arriva al sepolcro scopre che la pietra che chiudeva la tomba era rotolata, e perciò quella tomba era spalancata.
Allora di corsa torna indietro per raccontare questo fatto ai discepoli.
La tomba aperta è un fatto davvero grave, così la pensano Maria e i Discepoli!
Credono che qualcuno di notte abbia portato via il corpo di Gesù... questo reca loro una tristezza ancora più grande perché non possono andare neppure a pregare sulla tomba del loro Maestro.
I discepoli sono disorientati e due di loro corrono per andare a vedere. Sono il discepolo più giovane di nome Giovanni e quello più anziano di nome Pietro.
Giovanni ha le gambe scattanti e il cuore che batte forte. Corre velocissimo e arriva per primo davanti alla tomba. Pietro è più grande di età, ha il fiato corto e corre più piano.
Di solito, chi arriva primo grida: Ho Vinto! Sono il Primo! e si gode il premio. Ma Giovanni fa una cosa incredibile: si ferma sulla porta. Non entra. Resta lì, col fiato grosso, a guardare il buio del sepolcro.
Perché non entra?
Perché sa che Pietro è il loro capo, il loro punto di riferimento, e vuole che sia lui il primo a vedere.
Giovanni ci insegna che la gioia più bella non è quella che ti prendi da solo, ma quella che aspetti di condividere con un amico. È come quando hai una notizia bellissima, ma aspetti che torni a casa il tuo fratellino o la tua mamma per raccontarla insieme, perché da solo non è la stessa cosa.
Quindi Pietro entra per primo nel sepolcro. Guarda con attenzione, vede i teli per terra. Vede il sudario (il fazzoletto che copriva il viso del defunto) piegato in un angolo.
Pietro vede le cose, ma il suo cuore è ancora pieno di tristezza e confusione: vede, ma non riesce a guardare in profondità. È come quando noi guardiamo un puzzle sparso sul tavolo: vediamo i pezzi, ma non capiamo ancora che disegno uscirà fuori.
Poi entra l'altro discepolo. Lui è più giovane, ed è come se avesse un paio di occhiali speciali. Infatti non guarda solo i teli vuoti. Lui vede e crede. Quei teli, messi in quel modo, raccontano l'assenza di Gesù come una presenza. Giovanni non ha bisogno di vedere Gesù in carne ed ossa per capire che è vivo. Gli basta vedere per credere, cioè per andare oltre le cose che guarda.
Che cosa significa questo andare oltre per un bambino?
È come quando la mamma ti fa una carezza: lo sguardo come quello di Pietro vede una mano che si muove sulla tua guancia. Lo sguardo come quello di Giovanni sente che quella mano che ti accarezza il volto, ti dice ti voglio bene, senza parole.
Giovanni vede il segno (i teli) e capisce il messaggio: GESÙ NON È QUI PERCHÉ È RISORTO!
Pietro si ferma all'indizio, Giovanni arriva alla soluzione del mistero perché va oltre, usa gli occhi dell'amicizia e della fiducia.
Questo vangelo ci dice che siamo chiamati, nella vita, ad avere occhi come quelli di Giovanni che guarda oltre!
Come possiamo imparare a farlo?
Bisogna imparare a non fermarsi solo a ciò che vediamo con gli occhi, ma guardare anche con gli occhi del cuore, dell'amore, della fiducia, della fede.
La Pasqua di Gesù ci insegna ad avere il coraggio di credere che, anche quando fuori sembra tutto buio o finito, il Signore è all'opera per preparare una sorpresa meravigliosa.
Il mio augurio per voi in questa Pasqua è questo: che possiate avere sempre "lo sguardo di Giovanni. Lo sguardo di chi si fida di Dio, del suo amore.
Perché la fede non è vedere e toccare, ma andare con lo sguardo oltre, fidandosi della Parola del Maestro. Questa fiducia ci offre lo sguardo giusto per camminare nella fede del Signore.
Gesù, del Padre, si è sempre fidato anche nel dolore, anche nella paura. E ha insegnato ai discepoli a fare questo. Qualcuno ha imparato prima degli altri, come Giovanni, qualche altro imparerà più lentamente, ma la cosa importante è IMPARARE AD AVERE QUESTO SGUARDO.
Che i vostri occhi sappiano sempre andare "oltre" ciò che appare, ciò che viene mostrato, andare oltre i capricci, le tristezze, le solitudini, le rabbie, "oltre" per scorgere la luce della Risurrezione che brilla in ognuno di voi e in tutte le persone.
Siate portatori di questa gioia invisibile ma potentissima: Gesù è risorto e, come la sua tomba è vuota, così anche le nostre tombe lo saranno perché la resurrezione di Gesù ci insegna che chi crede in lui, anche se muore, vivrà come lui.
Buona Pasqua a tutti voi, piccoli grandi discepoli!
Commento a cura di Piera Cori