| Omelia (29-03-2026) |
| padre Antonio Rungi |
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Accogliere il Messia messaggero di pace Celebriamo oggi la domenica delle Palme meglio conosciuta come la domenica della passione. Inizia oggi anche la settimana santa, la settimana maggiore, durante la quale celebreremo i misteri più importanti della nostra fede: dall'ingresso di Gesù in Gerusalemme alla passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Passeremo in questi giorni anche attraverso momenti importantissimi della storia della salvezza, come l'istituzione dell'eucaristia e del sacerdozio cattolico, di cui si fa memoria nella messa in cena Domini. Intanto oggi ricordiamo l'ingresso di Gesù in Gerusalemme accolto, come sappiamo, in modo festante da tutto il popolo di Gerusalemme che attendeva il Messia e il Salvatore, come lo definisce la gente chiamandolo figlio di Davide, riconoscendo in Lui il Re dei Re. La Domenica delle Palme è un momento importante del cammino verso la Pasqua che annualmente celebriamo sette giorni prima della Risurrezione del Signore. È infatti anche la domenica della riconciliazione, della pace, attraverso il simbolo della palma benedetta che ci scambieremo per farci gli auguri. Segno anche di riappropriarsi di quel clima familiare, fraterno condivisibile con tutti a livello ecclesiale, sociale e globale. Certamente il racconto dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme è un racconto toccante, perché riguarda l'umiltà di questo principe della pace che viene nella città santa in un modo semplice, in un modo anche sconvolgente rispetto al modo che si usava per intronizzare un re. Gesù viene a Gerusalemme cavalcando un puledro, un'asina e viene accolto in modo festante da gente semplice, da gente del popolo con ramoscelli di ulivo, con palme, per dire che in quel segno della palma c'era tutta l'attesa di una speranza di pace, di serenità, di gioia per tutta l'umanità. L'altro aspetto importante di questa domenica è il ricordo della passione di nostro Signore Gesù Cristo. Nel Vangelo tipico di questa domenica c'è la lettura come sappiamo del Passio, cioè il racconto della passione di nostro Signore Gesù Cristo, presentata in modo dettagliato e pertinente, per farci ricordare che ci prepariamo allo scandalo della Croce. A distanza di pochi giorni all'ingresso in Gerusalemme, Gesù dalla stessa popolazione sobillata dai notabili della città, dai sacerdoti, dal sinedrio, dalle persone che contrastavano Gesù. Sara la gente a gridare crocifiggilo e a farlo dichiarare reo di morte da Ponzio Pilato. Cosa che avviene di fatto e Gesù nel venerdì più triste della storia, ovvero della passione e morte in Croce del Figlio di Dio, nel quale ricordiamo questo evento traumatico e drammatico della storia, non soltanto della salvezza, ma della storia del genere umano. Iniziando la settimana santa, il nostro dovere principale è quello di prepararci spiritualmente a vivere questi santi giorni. Farlo nel modo migliore con l'ascolto della parola di Dio, nella preghiera e soprattutto nel bisogno di riconciliarci tra di noi, anche attraverso il gesto semplice dello scambio della palma benedetta. Cogliamo l'occasione per augurare a tutti che questa domenica speciale, che viviamo in modo singolare sia veramente una domenica di riconciliazione mondiale. Nel mondo in cui siamo e viviamo possa riemergere dal dilagare del male quel ramoscello di ulivo simbolo di un mondo riconciliato nell'amore. Vogliamo contribuire a salvare questo nostro mondo segnato da guerre e violenze, attraverso i nostri impegni personali per costruire ponti di pace, di amicizia, di fratellanza universale, secondo gli insegnamenti del magistero degli ultimi pontefici che stanno nel nostro cuore a partire da Giovanni XXIII e da papa Francesco fino all'attuale Papa Leone XIV. |