Omelia (30-03-2026)
don Michele Cerutti
Gesù: la donazione di sé che si fa profumo per noi

Gesù torna a Betania, luogo del più grande segno, la risurrezione di Lazzaro.
Da qui inizia il cammino verso il centro e il perno di tutta la sua missione: la Passione e la Risurrezione.
Inizia a casa di Marta, Maria e Lazzaro stesso, inizia nel luogo dell'intimità più profonda.
Qui avvengono i gesti clamorosi anticipo del mistero che andremo a celebrare nei prossimi giorni.
Maria spande una fragranza il cui profumo si spande per tutta la casa.
Trecento grammi di nardo corrispondono a un anno di salario. Ella rompendo la boccetta di questo prezioso profumo rompe la logica del calcolo.
Maria non solo compie un primo gesto di Kenosis, plasticando quello che Gesù stesso ha fatto venendo in mezzo a noi, si abbassa ai piedi, anticipando il gesto che il Cristo farà nell'Ultima Cena. Non usa un asciugamano, ma i suoi capelli: mette la sua dignità (il volto, la chioma) a contatto con la polvere della strada che il Maestro porta addosso. Questo è il cuore della prossimità: una fede che non ha paura di abbassarsi, di toccare l'umanità stanca, di sporcarsi per onorare la presenza di Dio nell'altro. La preghiera qui si fa carezza e silenzio adorante.
Il profumo di Maria vince l'odore della morte e del complotto; è la bellezza che, sola, può rendere una casa veramente abitabile.
Davanti a questo gesto sorprendente abbiamo il cuore indurito di Giuda Iscariota che punta il dito sullo spreco.
Questo contrasto ci parla di come possiamo vivere i giorni che stanno davanti a noi.
Possono essere vissuti con un cuore aperto e pieno di gratitudine per un Dio che si dona Lui stesso per la nostra salvezza o con un cuore chiuso, come quello del traditore, che non si lascia scalfire minimamente, ma anzi misura ogni cosa anche l'amore fino forse a farci considerare l'evento di morte e di risurrezione del Maestro come qualcosa di insignificante.
A noi è chiesto oggi da che parte stare se con Maria o con Giuda per vivere di conseguenza il prosieguo di questo tempo che risulta essere il cuore dell'anno liturgico.
Per tutti sembra semplice essere dalla parte di Maria, ma il demonio gioca brutti scherzi e può indurci in questi giorni a sminuire il tutto.
Come vincere questi tentativi? Guardare la Croce soffermarsi davanti a Dio stesso che in Gesù ha rotto per noi ancor di più di una bottiglietta di nardo perché ha dato la sua vita per la nostra salvezza. Non un anno di salario, ma una intera esistenza per condurci tutti a Lui.