| Omelia (25-03-2026) |
| don Andrea Varliero |
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Oggi è il primo dei giorni Oggi è nata Firenze. È il primo giorno dell'anno per l'intero umanesimo, per tutto il rinascimento. Non si comprende la nostra storia, non si custodisce la bellezza, non si ascolta la cultura, se dimentichiamo che tutto nasce da quest'oggi, da questo primo giorno: il primo giorno di Dio che si fa seme di primavera, Dio nell'umanità e umanità in Dio. Annunciazione, festa dell'umanesimo, festa dell'umanità capace di Dio. Oggi è il compleanno anche di un'altra città, Venezia. Attraversiamo insieme il ponte che fa da fulcro alla città sospesa, il ponte di Rialto. Il Canal Grande è unito dal ponte più bello al mondo, quello dell'Annunciazione: l'Angelo e Maria sono i due pilastri a sostenere noi che passiamo da una riva all'altra. Annunciazione, ponte tra Dio e l'umanità. Oggi siamo «nel mezzo del camin di nostra vita», per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. Insieme a Dante Alighieri iniziamo proprio in questo giorno il viaggio della Divina Commedia, il pellegrinaggio più bello mai compiuto, quello che attraversa la vita e la morte, quello che dal basso più basso inimmaginato, sale su, si inerpica fino al Paradiso, fino al mistero di Dio. Annunciazione, giorno di vita e di morte, di senso all'Inferno, al Purgatorio, al Paradiso. Oggi chiamiamo a raccolta tutti i più grandi artisti che l'umanità abbia generato: Simone Martini, Beato Angelico, Giotto, Sandro Botticelli, Ambrogio Lorenzetti, Piero della Francesca, Antonello da Messina, Donatello, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Lorenzo Lotto, Cima da Conegliano, Raffaello, Orazio Gentileschi, Pontormo, Tiziano, Paolo Veronese, Caravaggio, El Greco, Zurbaràn, Tiepolo, Salvador Dalì, Marc Chagall. Tutti, tutti hanno cercato un angelo, una giovane donna, un Vangelo, un soffio di silenzio, un colore di gioia: tutti si sono accostati a quel momento, a quell'attimo eterno, alla bellezza dell'Infinito che entra nel mondo. Oggi è il giorno della caduta del nemico antico, dell'avversario, dell'accusatore; entra il Paraclito, il difensore, il consolatore, il compagno di viaggio. Entra lo Spirito nella Storia, entra la fiducia di un vento forte che fa nuove tutte le cose. Oggi è il giorno in cui Dio plasma l'umanità, Adamo ed Eva. Oggi è il giorno in cui Abramo sale al monte per offrire Isacco, ma la mano di Dio indica un modo altro di servire: mai con la morte, sempre con la vita. Oggi è il giorno in cui si aprono le acque del mare e un popolo può entrare nella Terra Promessa. Oggi è il giorno in cui Dio riparte da una periferia, da una casa, da una ragazza, dai margini e dal silenzio quotidiano. E tutto riparte dal sì di una donna, dal sorriso di una donna. «Gioisci Maria, il Signore è con te». Sentiamola ripetuta anche a noi questa stessa frase: gioisci, il Signore è con te. Ascoltare, dare corpo alla gioia, offrire fiducia e speranza, offrire casa alla gioia. Oggi è il nostro compleanno. Anche noi siamo chiamati per nome, come Maria. Anche noi siamo chiamati a non temere, a non vivere nella paura. Anche noi siamo chiamati a uscire dalla solita storia di morte e di guerra, per lasciare entrare Dio, Pace, Vangelo. Parola nuova e volto di carne. Anche noi siamo chiamati alla responsabilità, eccomi. Anche noi siamo chiamati a fare della nostra vita un qualcosa di immenso, servire. Anche noi siamo chiamati ad amare, fino in fondo: che non esiste maledizione, che non esiste dolore, che non esiste sofferenza, che non possa essere abitata, insieme con Lui. San Bernardo scrive che: «Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia: dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano. Apri, Vergine beata, il cuore alla fede, le labbra all'assenso, il grembo al Creatore. Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le genti batte fuori alla porta. Levati su, corri, apri! Levati con la fede, corri con la devozione, apri con il tuo assenso. "Eccomi", dice, "sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto"». Insieme a Lei saremo madri. Madri di Dio |