| Omelia (22-03-2026) |
| don Roberto Seregni |
|
Lacrime A piccoli passi ci stiamo avvicinando alla celebrazione della Settimana Santa. Dopo il grande segno dell'illuminazione della scorsa domenica, la liturgia ci propone di meditare sull'ultimo grande segno del Vangelo di Giovanni: la risurrezione di Lazzaro. Il racconto è vivo e profondamente emotivo, ma ciò che balza all'occhio è la centralità indiscussa di Gesù. Tutto ruota attorno a lui - ai suoi gesti, ai suoi silenzi, alle sue parole. Ogni volta che leggo questo testo, mi fermo a contemplare il pianto di Gesù davanti alla tomba del suo amico Lazzaro. Forse quelle lacrime sono il cuore pulsante di questo brano evangelico, e hanno la capacità di restituirci la freschezza e la bellezza del Dio fatto uomo, dell'Emmanuele: un Dio che soffre con noi, che non ci sottrae alla morte, ma che piange insieme a noi e si fa carne della nostra carne. Proviamo allora a leggere questo racconto attraverso le lacrime di Gesù. La prima cosa che intravedo è la delusione di Marta e Maria. Loro speravano che..., desideravano che..., credevano che... Un po' come tutti noi, che vorremmo un Dio capace di risolvere i nostri problemi e toglierci dai guai. Il Vangelo, invece, ci traghetta verso una fede adulta e ci invita a deporre il nostro immaginario religioso. Gesù non ci salva dalla morte, non toglie il peso della sofferenza né il dramma della solitudine. Il Maestro fa qualcosa di molto più grande: la condivide. Gesù ci rivela un Dio che ci tratta da adulti, salvandoci nella morte, portando con noi il peso della paura e del dolore. La fede non elimina il dolore, ma ci insegna a viverlo diversamente. Il dolore rimane dolore - ma sai che non sei solo. Sai che Lui è con te. Lui ti salva dalla disperazione della solitudine. Lui è il Dio-con-noi. La seconda cosa che intravedo - forse con un'interpretazione un po' ardita - è che le lacrime di Gesù siano lacrime non solo di dolore, ma anche di gioia. La risurrezione di Lazzaro è, infatti, un'anticipazione della grande notizia della Pasqua: la morte è sconfitta, la vita vince. Il Maestro piange di gioia: finalmente la morte non sarà più l'ultima parola sulla vita dell'uomo. La vita donata per amore ha vinto l'antica menzogna, e Gesù piange di gioia - presto si apriranno le porte del paradiso. Un abbraccio, don Roberto Approfitto di questo spazio per condividere con voi l'uscita del mio ultimo libro: Incontri in spirito e verità, edito con Ancora. Insieme al caro amico don Giuseppe Di Stefano, abbiamo meditato sui personaggi del Vangelo di Giovanni. Questo nuovo libro è una passeggiata affascinante tra le pagine intense e sorprendenti del Quarto Vangelo, per scoprire che, tra i suoi sentieri, si parla anche di te. |