| Omelia (24-03-2026) |
| Missionari della Via |
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La conclusione del Vangelo sembra invitarci a prendere sul serio le parole forti Gesù, ricordandoci l'effetto che ebbero: «A queste sue parole, molti credettero in lui» (Gv 8,30). Sono le parole dense di chi si sta preparando a varcare una soglia, di chi sa che la sua vita sta volgendo al termine e, perciò, parla con una profondità penetrante. Le parole di Gesù alludono alla morte, tanto che i presenti pensano che Egli stia parlando di togliersi la vita. In realtà, la morte di cui parla è quella di chi resta prigioniero del peccato, lontano da Dio. Per questo Gesù invita a morire con Lui, con il Dio che è vicino e presente, non nella solitudine che nasce dal peccato. L'annuncio della sua morte, del suo innalzamento sulla croce, della rivelazione della sua divinità, serve a ricordare che c'è una morte dura, quella del peccato, che relega nella solitudine, in una disperazione senza Dio. Il riferirsi a Dio, il riconoscere l'Io sono, ci chiama a liberarci dal vortice della corruzione, a legarci a Dio che non è un laccio, è il liberatore. Una vita senza senso è lo stipendio del peccato! «C'è la paternità del diavolo e c'è la paternità di Dio e la paternità del diavolo è più comune di quanto pare. Da una parte c'è la paternità dalla verità, dall'altra la paternità dalla menzogna. La paternità di chi si fa da sé perché è lui il principio di se stesso e la paternità di chi accetta di essere figlio. La paternità di chi riconosce i fratelli, la paternità di chi si ritiene superiore a tutti e gli altri sono solo il piedestallo per la propria dignità. Sono due modi opposti di vivere e dipendono da che cosa si pone come origine. E Gesù dice. "Voi morirete nei vostri peccati - lo ripete due volte anche qui - a meno che crediate che Io-Sono". Uno esce dal peccato, dal fallimento quando riconosce il Figlio come Io-Sono, come Dio, quando riconosce che il principio della sua vita è essere figlio di Dio. Se no la vita è fallita, non amo né il Padre, né me, né gli altri» (p. Filippo Clerici). |