Omelia (22-03-2026)
padre Antonio Rungi
La risurrezione di Lazzaro prefigurazione della nostra risurrezione in Cristo

Il Vangelo della quinta domenica di Quaresima ci offre un profondo motivo di riflessione su un altro miracolo che Gesù compie in vista della sua Pasqua. È la risurrezione temporanea di Lazzaro. Non si può parlare effettivamente di risurrezione, ma di riportare in vita quell'amico che era morto da quattro giorni, al punto tale che si sentono i miasmi della decomposizione. Cosa voglia significare questo altro miracolo di Gesù nel contesto della preparazione alla Pasqua è facile da intuirlo. Si tratta di rapportare questo evento a ciò che rappresenta il nucleo centrale della nostra fede che è la morte e la risurrezione di Cristo. Gesù è primizia di quanti risorgeranno in lui per la vita eterna. Per cui l'essere umano redento dal sangue preziosissimo di nostro Signore Gesù Cristo è destinato alla vita senza fine, anche nella sua dimensione corporale, come recitiamo nel Credo.
Il testo del Vangelo di questa domenica è molto importante per capire il valore dell'amicizia e della vicinanza. Gesù che riporta in vita il suo amico Lazzaro ci aiuta a comprendere che la vera amicizia dona gioia, speranza e vita e anche nel momento più brutto, il vero amico non ti fa sentire solo.
Un altro aspetto importante è questo rapporto umano e spirituale di Gesù con le due sorelle di Lazzaro: Marta e Maria. Gesù era profondamente legato a tutti e tre, a quanto si comprende dal testo del Vangelo. Perciò quando viene a sapere che Lazzaro era gravemente ammalato decide di andare a Betania.
Quando arriva alla casa dell'amico viene informato che era morto da quattro giorni. La lamentela delle due sorelle verso Gesù è forte. Infatti gli dicono che se lui stava lì presente Lazzaro non sarebbe morto. Una manifestazione di fede e fiducia nel Signore che è vita e risurrezione. Il seguito del racconto della rinascita di Lazzaro è preciso e dettagliato. Notata la fede profonda di queste sue amiche con loro si dirige verso il sepolcro, dove Gesù compie miracolo. Prima di esso Gesù prega e si rivolge al Padre e a Lui chiede la forza di procedere nella direzione di ridare vita ad un corpo decomposto. In quel momento esatto riesplode la potenza della risurrezione di Lazzaro, anticipo della risurrezione vera e definitiva di Gesù Cristo dopo la morte e tre giorni di sepolcro.
Con questo miracolo Gesù concede a noi tutti la possibilità di rapportare la nostra fede alla dottrina cattolica della risurrezione dai morti e alla vita eterna. Per cui, tutto ciò che noi facciamo in ragione di questa verità di fede assumere il sapore dell'eternità ed ha un peso specifico per la vita oltre la vita.
Facciamo sì che questa Quaresima che volge al termine sia una valida opportunità per tutti quanti noi per trasmettere agli altri la gioia della vita e la gioia del nostro vivere amen.