| Omelia (20-03-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 7,1-2.10.25-30 Come vivere questa Parola? Il clima si fa teso. Gesù sa che cercano di ucciderlo. Non si espone inutilmente, non provoca. Sale alla festa "quasi di nascosto". Non per paura, ma perché non forza il tempo. La quaresima, quando si avvicina alla Settimana Santa, ci mette davanti questa verità: l'amore di Dio non è improvvisazione. È fedeltà a un'ora. Attorno a Gesù ci sono giudizi, supposizioni, certezze superficiali: «Sappiamo di dov'è». È l'illusione di conoscere tutto. Ma conoscere l'origine geografica non significa riconoscere il mistero. Si può sapere molto su Dio e non conoscerlo davvero. Gesù invece parla del Padre: «Chi mi ha mandato è veritiero». La sua forza non è difendersi, ma restare ancorato alla relazione. Anche quando cercano di arrestarlo, "nessuno riuscì a mettere le mani su di lui". Non perché sia intoccabile, ma perché la sua vita è nelle mani del Padre. In quaresima anche noi attraversiamo tensioni, incomprensioni, paure. Questa pagina ci invita a non lasciarci guidare dall'ansia o dal bisogno di controllare tutto. C'è un'ora per ogni cosa. E Dio conduce la storia con una pazienza che non è debolezza, ma sapienza. La conversione oggi può essere questa: fidarmi che la mia vita non è in balia degli eventi, ma custodita in un disegno più grande.
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