| Omelia (19-03-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
|
Commento su Mt 1,16.18-21.24a Come vivere questa Parola? In questo tempo di quaresima, quasi come una pausa luminosa, incontriamo Giuseppe. Non dice una parola. Non compie gesti straordinari. Eppure regge uno dei passaggi più delicati della storia della salvezza. Giuseppe è un uomo giusto. Non nel senso rigido della legge, ma nel senso profondo di chi ama senza esporre, di chi protegge senza possedere. Davanti a una situazione che non comprende - una maternità che lo supera - sceglie di non ferire. La quaresima ci chiede conversione. Giuseppe ci mostra che la conversione è fidarsi quando non tutto è chiaro. Nel sogno accoglie una Parola che cambia i suoi progetti. E quando si sveglia, agisce. Non chiede garanzie. Non domanda spiegazioni ulteriori. Fa spazio. In un tempo in cui siamo tentati di controllare tutto, Giuseppe ci insegna la maturità della fede: custodire la vita che Dio affida, anche quando non l'abbiamo programmata. Verso la Pasqua impariamo da lui che l'obbedienza non è sottomissione cieca, ma adesione amorosa a un disegno più grande. È lasciare che Dio entri nei nostri piani e li allarghi.
|