| Omelia (16-03-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 4, 43-54 Come vivere questa Parola? Un padre percorre chilometri per chiedere la guarigione di suo figlio. Non discute teologia. Non fa discorsi. Porta un dolore. E questo basta. In quaresima impariamo che la fede nasce così: quando il bisogno diventa preghiera. Gesù sembra quasi frenare l'entusiasmo della folla che cerca segni straordinari. Ma davanti a questo padre non si irrigidisce. Gli consegna una parola semplice: «Va', tuo figlio vive». Nessun gesto spettacolare. Nessuna prova immediata. Solo una Parola da credere. E l'uomo credette, prima ancora di vedere. La quaresima ci educa a questo passo interiore: fidarci quando ancora non abbiamo risposte, camminare mentre la situazione non è cambiata. La fede matura non è possedere segni, ma affidarsi a una presenza. Quel padre torna a casa e scopre che la vita era già rifiorita nell'ora in cui aveva creduto. È così anche per noi: qualcosa si muove nel profondo quando scegliamo di fidarci. Non sempre Dio cambia subito le circostanze. Ma cambia il cuore di chi si affida. E da lì comincia la guarigione.
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