Omelia (15-03-2026)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Gv 9, 1-12

Come vivere questa Parola?

In questa IV Domenica di Quaresima la chiesa ci mette davanti un uomo cieco dalla nascita. Non un peccatore pubblico. Non un colpevole. Un uomo che non ha mai visto la luce. E attorno a lui subito nasce una domanda che ancora oggi abita il nostro cuore: "Chi ha peccato?". È la logica antica - e sempre attuale - che collega il dolore alla colpa. Ma Gesù spezza questo schema. Non cerca un responsabile. Non analizza il passato. Si ferma. Guarda. Si avvicina.

La quaresima è proprio questo passaggio: smettere di cercare colpe e iniziare a lasciarci guardare da Cristo.

Gesù fa un gesto sorprendente: impasta fango con la saliva e lo spalma sugli occhi del cieco. È un gesto profondamente umano, quasi scomodo. Dio non guarisce a distanza. Tocca la nostra terra. Entra nel nostro fango. Non ha paura della nostra opacità.

Poi dice: «Va' a lavarti». La guarigione non è magica. È relazione. È cammino. È fiducia che si mette in movimento. Quest'uomo torna vedendo. Ma il vero miracolo non è solo aprire gli occhi fisici. È iniziare a vedere Dio all'opera nella propria storia.

In quaresima anche noi siamo invitati a riconoscere le nostre cecità: le volte in cui non vediamo il bene, le volte in cui restiamo prigionieri dei giudizi, le volte in cui non crediamo che la luce possa entrare proprio lì dove ci sentiamo più fragili.

Cristo non viene a rimproverarci. Viene a illuminarci dall'interno. La luce non umilia, rivela. Non accusa, riscalda. Non espone per ferire, ma per guarire.

E forse la domanda più vera per noi oggi non è: "Perché sono cieco?" Ma: "Sono disposto a lasciarmi toccare?" La quaresima è il tempo in cui permettiamo alla luce di entrare anche nelle stanze che teniamo chiuse.


Signore Gesù, luce che non ferisce ma guarisce, entra nelle mie zone d'ombra. Donami il coraggio di lasciarmi toccare e di camminare verso la tua luce.


La voce di un Papa

"Dio non si stanca mai di cercarci e di offrirci la sua luce. Siamo noi, a volte, che preferiamo restare nelle nostre ombre. Ma la sua misericordia è più forte di ogni oscurità".

Papa Francesco


Sr Yarislet Berríos FMA - [email protected]