| Omelia (08-03-2026) |
| padre Paul Devreux |
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Commento su Giovanni 4,5-42 Se desidero che questo vangelo mi parli la prima cosa da fare è capire che la donna del pozzo sono io. In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». L'acqua è simbolo di vita e il pozzo d'incontri tra innamorati. Gesù, fonte della vita, ha fatto un lunghissimo viaggio, dal cielo alla terra, per raggiungere questa donna, che è la sua sposa Israele e io, per chiedermi acqua! In altre parole il detentore della vita si fa bisognoso e mi domanda se gli voglio bene! I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». Gesù ci propone di dissetarci con qualcosa che sazia talmente tanto da poter diventare anche noi sorgente per dissetare gli altri. In altre parole ci chiede di lasciarlo entrare nella nostra vita, di lasciarci amare da lui, per ricevere cosi la capacita anche noi di amare gli altri; questo è il senso della proposta. «Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». Cioè l'invita ad andare a ricercare il suo vero marito, ma lei ormai l'ha smarrito. Ce l'ha davanti, ma non è in grado di riconoscerlo. Ed io, lo vedo Gesù presente nella mia vita? Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: "Io non ho marito". Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gesù non la rimprovera, non l'accusa di adulterio. Si limita a ricordargli la realtà; non ha marito, è sola. E i cinque mariti che ha avuto non l'hanno saziata, tant'è vero che deve ancora andare al pozzo con la sua brocca, nel disperato tentativo di riuscire a dissetarsi. Questi mariti hanno un nome: Sete di successo, di soldi, di sicurezze, di salute, di relazioni, di viaggi, di vacanze, di cose tutte belle ma che mi danno pace solo per un istante, generando uno stress continuo. Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta!... So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». Gesù ci sta parlando. Gesù ci sta accanto! La donna non parla più; ormai l'ha incontrato ed è pienamente appagata. Infatti non ha più bisogno della sua brocca. Non è più stressata. In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Questa donna ormai non ha più bisogno di pensare a se stessa e può pensare agli altri, a quelli che ancora non hanno ricevuto l'acqua viva e vera. Signore grazie per questo lungo viaggio che continui a fare pur di raggiungermi. Donami di potermi fermare anche io al pozzo per poterti incontrare e imparare a lasciarmi dissetare da te. Buona domenica. |