Omelia (10-03-2026)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Mt 18, 21-35

Come vivere questa Parola?

Un brano ispirato ad una differente contabilità che è quella di Dio, il quale, secondo le note parole di famoso canto, «non misura ciò che dà [perché] l'amore confini non ne ha». Contro il tentativo di esibire la nostra "disponibilità" a riallacciare le relazioni, a dichiarare di essere pronti a perdonare (o a scusare?) il fratello o la sorella che ha sbagliato, suona questa eccessiva ed esagerata parola di Gesù: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette». Un'operazione che non risponde alle regole dell'aritmetica perché Dio non è uno che "fa i conti". Non ne ha bisogno e desidera che i Suoi figli facciano altrettanto, che sappiano perdonare come Lui. E per diventare capaci di tanto è necessario fare memoria della grandezza del cuore del Signore e di quanto continuamente opera per noi, come singoli e come comunità. Basterebbe questo ricordo per superare la fretta di giudicare l'altro per quisquiglie che noi spesso ingigantiamo invocando il rispetto e l'onore della giustizia, mentre si tratta solo di una forma più o meno evidente di vendetta. Ma la spirale che questo modo sbagliato di pensare e di agire introduce va fermata - come dice oggi Gesù - perdonando «settanta volte sette», cioè sempre.


Padre santo, Dio di bontà infinita, Tu continui a chiamare i peccatori a rinnovarsi nel tuo Spirito e manifesti la tua onnipotenza soprattutto nella grazia del perdono. Molte volte gli uomini hanno infranto la tua alleanza, e tu invece di abbandonarli hai stretto con loro un vincolo nuovo per mezzo di Gesù, tuo Figlio e nostro redentore: un vincolo così saldo che nulla potrà mai spezzare.
Anche a noi offri un tempo di riconciliazione e di pace, perché affidandoci unicamente alla tua misericordia ritroviamo la via del ritorno a te, e aprendoci all'azione dello Spirito Santo viviamo in Cristo la vita nuova, nella lode perenne del tuo nome e nel servizio dei fratelli

Preghiera eucaristica della riconciliazione I


La voce di un Papa

"Il perdono è per tutti. Una cosa che mi piace, e che una volta mi ha detto una persona molto saggia, semplice: Dio non si stanca di perdonare, mai. Dio perdona sempre perché è da Lui il perdono, ma siamo noi a stancarci di chiedere perdono. E questo è il problema. Il cuore aperto al perdono viene subito preso dal cuore di Gesù che perdona tutto, perdona tutto, ma il cuore indurito nostro diviene incapace di chiedere perdono e questa è una cosa molto brutta, la incapacità di chiedere perdono. E da lì viene una certa incapacità ad essere perdonato ma non perché il Signore non perdona, no, perdona tutto. In questo è un "pazzo di amore", diciamo così. Ma noi, siamo noi a stancarci di chiedere perdono e delle volte il Signore aspetta, bussa alla porta di tanti cuori perché abbiano questa capacità di riconoscere il male che stanno facendo.

Se una persona fa una cosa brutta il giudice lo mette in carcere. Le cose brutte vanno castigate. Ma è un'espressione troppo dura dell'amore di Dio. A me piace più dire: "perché peccando ho rattristato il tuo cuore". A me piace più questo. Perché il cuore di Dio è anche un cuore umano, Lui si è fatto uomo e Lui si rattrista quando vede la nostra durezza di cuore, il nostro piano di andare avanti con i nostri egoismi... Ma una cosa bella che a me piace pensare, che Dio ci castiga carezzando, perché Lui ci mette in difficoltà della vita perché noi pensiamo le cose brutte che abbiamo fatto e cambiamo vita. A Lui interessa cambiare vita, Lui è il grande perdonatore, non si stanca di perdonare. E quante volte devo perdonare?" 80 volte? Sempre. 8? 80? 800 volte? Sempre. Perché dice il Signore che noi dobbiamo perdonare? Perché Lui è così, Lui perdona sempre, non si stanca di perdonare"

Francesco, Intervista, gennaio 2024


Don Stefano Vanoli SDB - [email protected]