Omelia (24-02-2026)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Mt 6,9

Come vivere questa Parola?

Mentre i pagani ritengono di dover moltiplicare le parole per attirare l'attenzione delle divinità e piegarla ai propri fini, Gesù rivela che Dio è Padre, sempre presente a ciascuno dei suoi figli, ben consapevole delle loro reali necessità. Non servono perciò lunghi discorsi, quanto piuttosto riscoprirsi figli.

Gesù, che osa rivolgersi all'Altissimo chiamandolo abbà, papà, vuole introdurre anche gli uomini in tale intima e profonda comunione. Per questo consegna ai suoi discepoli questa preghiera, la preghiera per eccellenza del cristiano. Essa ha una forma tipicamente ebraica; sette domande divise in due gruppi che ricordano le due tavole della legge. Le prime tre richieste riguardano Dio e il suo disegno salvifico; le altre invece rivolgono l'attenzione alle necessità concrete dell'uomo.


VIVO LA PAROLA

"Abbà, Padre"


La voce di un padre del deserto

"Padre nostro che sei nei cieli": questa parola è di coloro che sono intimi a Dio, come un figlio sul petto del padre. "Sia santificato il tuo nome"; cioè, che esso sia in mezzo a noi, glorificato mediante la nostra testimonianza dagli uomini che diranno; ecco i veri servi di Dio. "Venga il tuo regno": il Regno di Dio è lo Spirito Santo, noi preghiamo che lo faccia scendere su di noi. "Sia fatta la tua volontà sulla terra come in cielo; la volontà di Dio è la salvezza di tutte le anime. Ciò che è realtà nelle potenze del cielo, noi preghiamo che avvenga in noi sulla terra. "Il nostro pane del domani" è l'eredità di Dio. Noi preghiamo che ce ne dia l'anticipo fin da oggi, cioè che la sua dolcezza ci si faccia sentire in questo secolo, facendo nascere una sete ardente."

Evagrio Pontico, catene sui Vangeli


Roberto Proietti - [email protected]