| Omelia (21-02-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
|
Commento su Is 58,9b-12 Come vivere questa Parola? Tu invochi, e il Signore risponde: così si concluse la Parola di Dio ieri e si apre oggi, proseguendo con la lista di azioni di giustizia che caratterizzano un vero digiuno. L'agire dell'uomo giusto tocca gli ambiti di vita sociale da una parte e personale dall'altra, tutti essenziali per un'esistenza dignitosa: sollevare l'altro dai pesi opprimenti o almeno renderli sopportabili; parlarne senza insinuazioni, onestamente e con carità; saziare l'affamato - privandosi del pane proprio [ecco il digiuno che immediatamente comprendiamo]. Lo stesso verbo "saziare" è usato anche nel senso di "sfamare" l'afflitto di cuore: risollevarlo cioè dall'oppressione della tristezza e renderlo felice. Viene così stabilito un rapporto profondo che nulla toglie a chi sazia l'altro, anzi, lo arricchisce, lo fa brillare... Rispecchia anche la relazione uomo/Dio. Quel Tu-Dio che mai si sottrae all'uomo, assicura anzi la presenza permanente, in ogni luogo o situazione. È Dio che guida e accompagna il cammino, che provvede il cibo e l'acqua rinfrescante anche nel deserto, che rafforza i corpi indeboliti e tonifica i cuori spenti. Ci abilita infine a svolgere bene la professione di riparatori e di restauratori, capaci di allietare tutta la terra e ogni persona, in prospettiva di una creazione / creatura nuova. Sempre se si rimane intimamente a tu per Tu, disposti a lasciare tutto, alzarsi continuamente e seguire il Maestro dovunque vada (cf il Vangelo: Lc 5,27-32).
|