Omelia (20-02-2026)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Is 58,6-9a

Come vivere questa Parola?

La liturgia oggi e domani ci offre la lettura integrale del capitolo 58 dal Libro di profeta Isaia. Oggi ci aiuta a soffermarci sul senso e il significato del digiuno. Il profeta è "obbligato" ad alzare la voce senza riguardo, a gridare a squarciagola quanto il Signore vuol far sentire al suo popolo. Sta convocando anche noi, come singoli e come membri di una società spesso sorda, polemica e autoreferenziale, a fare un accurato esame di coscienza sulle caratteristiche del nostro digiunare. Come / quando / perché digiuno? Mi adeguo alle [minime] prescrizioni, mi sento costretto/a alle astensioni, di vario genere?

Dio chiarisce molto bene che tipo di digiuno che vuole da me, che "gli piace": una serie di azioni semplici e impegnative allo stesso tempo, fuori casa mia... e soprattutto dentro:...senza trascurare i tuoi parenti! Prendendosi cura di loro, in modo delicato, benevolo...e nascosto. È un modo di agire che riempie la casa e i cuori di un calore rassicurante, ci rende più sensibili a cogliere le necessità degli e ci abilita a soccorrerli. Intanto - cura anche le nostre stesse ferite! È quanto si dice: agire con giustizia... Non è esente dal sacrificio un digiuno così. Non siamo da soli però: ad ogni nostro grido di aiuto, squillante o tacito, il Signore risponde: Eccomi!


Invoco con tutto il cuore: Signore, rispondimi!


La voce di scrittrice e consulente pedagogica

"Mi prendo cura di te", affermo cioè, con tremante coraggio, che ti resterò accanto, che non fuggirò dall'ignoto che ci si apre davanti, che attenderò con te l'emersione di nuove cornici e valori in cui dare senso a una vita che si mostra nella sua meraviglia e nella sua ferocia.

Laura Campanello


Sr. Mimica Oblak FMA - [email protected]