| Omelia (16-02-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Giac 1,2-6 Come vivere questa Parola? Nei primi due giorni di questa settimana la liturgia ci propone la meditazione della Lettera di Giacomo, una lettera semplice e sempre attuale, molto chiara nei suggerimenti concreti e saldamente fondata nella sapienza evangelica. È destinata alle comunità cristiane costituite di recente, con poca esperienza ancora, ma che subiscono già ogni sorta di prova. Giacomo comprende le fragilità dei membri e a ciascuno rivolge questa sua prima esortazione, coniugando due aspetti evidentemente opposti: la gioia, anzi, la "perfetta letizia" e la prova. Oggi sui messaggi social potremmo sostituire le due espressioni con delle "faccine" (emoticon), simpatiche sì, ma che poche volte manifestano davvero quello che stiamo vivendo. Una delle prove che rattristano i destinatari della lettera è una fede debole, impaziente, insensata, esitante,...agitata come un'onda del mare. Descrivono forse questi tratteggi anche le mie debolezze? Giacomo sollecita a non lasciarsi travolgere dallo scoraggiamento. La perfezione e l'integrità sono possibili, ma con un costante esercizio di pazienza - atteggiamenti che riproporrà anche al termine della lettera, e non contando solo su forze proprie. È da saggi infatti chiedere continuamente a Dio anche il dono di sapienza, senza porre condizioni (di tempo, di luogo, di modo...). La sapienza è quel dono che ci mantiene fermi in mezzo alle onde, sereni nelle avversità, felici anche nelle prove. Un'emoticon - san Francesco d'Assisi!
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