| Omelia (13-02-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Mc 7,32-35 Come vivere questa Parola? La guarigione che Gesù compie su un uomo che non poteva parlare e ascoltare può farci da segno che ci dice che anche i nostri sensi hanno bisogno di redenzione. Si può ascoltare con il cuore di Dio o sentire superficialmente, si possono dire parole di benedizione oppure sparlare e ferire. Il rito dell'Effatà è anche uno dei momenti del Battesimo cattolico, in cui il sacerdote, toccando la bocca e le orecchie del battezzando, dice: «Il Signore Gesù, che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua parola, e di professare la tua fede, a lode e gloria di Dio Padre». Che le nostre parole allora esprimano solo ciò che sovrabbonda da un cuore buono e le nostre orecchie siano sempre attente ai sussurri di Dio. E che il Signore ci doni la sapienza del discernimento per capire quando è bene parlare e quando no, quali parole dire e come dirle, per rispettare e amare l'altro sia nella forma della parola, sia nella forma del silenzio che sta e sa ascoltare.
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