| Omelia (08-03-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gv 4,5-42 Come vivere questa Parola? Come ogni tre anni ci imbattiamo in questa III domenica di Quaresima in un brano che fin dai primi secoli del cristianesimo accompagnava il cammino dei catecumeni (e degli altri cristiani) alla Pasqua. È un intenso dialogo che verte sul significato dell'«acqua viva» che Gesù intende donare in modo tale che non ci sia più bisogno di attingere ad un pozzo, in un'ora non proprio favorevole come il mezzogiorno. In ogni caso, è bello lasciarsi sorprendere dal Signore, concedendo a Lui una possibilità sulla nostra vita. DandoGli il permesso di inserirsi nel nostro tran-tran quotidiano per renderlo ogni giorno nuovo, superando le abitudini che, causa anche la stanchezza che spesso caratterizza le nostre giornate, tendono a ripetere senza alcuna meraviglia e novità le cose di sempre. Così Gesù affaticato per il viaggio, per l'incontro che intende vivere con ciascuno di noi, si rende disponibile per offrirci una parola di vita e soprattutto l'«acqua viva» che è Lui stesso. Come questa donna, anche noi siamo invitati a dissetarci a questa fonte che è il Signore, il quale, una volta conosciuto, non ammette alcun concorrente. Allora, come questa donna, abbandoniamo la nostra brocca e corriamo a dire a tutti chi è Gesù per noi. Faremo l'esperienza di sentire che altri hanno finalmente raggiunto una certezza: «Noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
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