| Omelia (01-03-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Mt 17,1-9 Come vivere questa Parola? "...li condusse in disparte su un alto monte". Il monte è un'ambientazione tipica del vangelo di Matteo: è il luogo culmine delle tentazioni (Mt 4,8); è il luogo da cui Gesù tiene il primo discorso (Mt 5), ed è da un monte che Gesù si mostrerà ai discepoli risorto (Mt 28,16s). Anche nel brano di vangelo di questa seconda Domenica di Quaresima, Gesù sente il bisogno di andare sul monte per un incontro speciale con il Padre. Il contesto della Trasfigurazione offre un richiamo alla gloria della Resurrezione anticipando ai tre discepoli la luce pasquale per prepararli ad affrontare lo scandalo della Passione. Tale richiamo è indispensabile per questo tempo quaresimale - ma non solo: l'episodio della Trasfigurazione indica anche il bisogno che la nostra preghiera si svolga di tanto in tanto "in disparte". Al tempo del lavoro segue il tempo del riposo: un ritmo di vita sano lo comprende sempre, e Gesù lo prevede per i suoi discepoli. La stanchezza del discepolo può avere molte forme: gli spostamenti, l'intensità delle relazioni, le molte persone da assistere e accompagnare. Tuttavia, ciascuno, secondo i ritmi della propria attività e della propria vocazione, è chiamato al riposo fisico, dell'anima e dello spirito. Per l'uomo e la donna di fede, Gesù sembra indicare la necessità periodica di andare in disparte, di prendere le distanze dall'ordinario, di creare le condizioni di un tempo e di uno spazio diversi: un riposo che sappia fare spazio all'incontro con Dio. Solo creando queste condizioni si può vedere la luce del Figlio, ascoltare la voce del Padre, agire secondo lo Spirito.
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