Commento su Mt 4,3
Come vivere questa Parola?
Il brano evangelico di questa prima domenica di quaresima si tratta di un racconto-chiave che presenta la condizione pienamente umana nella quale Gesù vive la sua relazione con il Padre. Si hanno qui le prime avvisaglie di una prova che attraverserà tutta la vita di Gesù fino al momento culminante della croce. Tra il battesimo del Giordano e il battesimo della croce si apre e si snoda così un cammino di progressiva fedeltà alla vocazione ricevuta.
La triplice insinuazione diabolica: «Se sei Figlio di Dio...» fa da contrappunto alla dichiarazione del Padre al battesimo di Gesù. La tentazione dunque va alla radice della condizione filiale di Gesù. Se Cristo avesse evitato la «povertà» della condizione umana e avesse percorso la «scorciatoia» del successo facile, non sarebbe stato autenticamente uomo, né Figlio di Dio. In fondo questa è la tentazione di ogni uomo, e il cristiano deve fare i conti con una simile realtà che diventa il banco di prova della sua fede e della sua esistenza filiale.
VIVO LA PAROLA
"Non di solo pane vive l'uomo"
(Mt 4,5)
La voce di un Padre della Chiesa
"La nostra vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove e il nostro progresso si compie attraverso la tentazione. Nessuno può conoscere se stesso, se non è tentato, né può essere coronato senza aver vinto, né può vincere senza combattere; ma il combattimento suppone un nemico, una prova. Pertanto si trova in angoscia colui che grida dai confini della terra, ma tuttavia non viene abbandonato. Poiché il Signore volle prefigurare noi, che siamo il suo corpo mistico, nelle vicende del suo corpo reale, nel quale egli morì, risuscitò e salì al cielo. In tal modo anche le membra possono sperare di giungere là dove il Capo le ha precedute.
Dunque egli ci ha come trasfigurati in sé, quando volle essere tentato da Satana. Leggevamo ora nel vangelo che il Signore Gesù era tentato dal diavolo nel deserto. Precisamente Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, da sé la tua vita, da te l'umiliazione, da sé la tua gloria, dunque prese da te la sua tentazione, da sé la tua vittoria.
Se siamo stati tentati in lui, sarà proprio in lui che vinceremo il diavolo. Tu fermi la tua attenzione al fatto che Cristo fu tentato; perché non consideri che egli ha anche vinto? Fosti tu ad essere tentato in lui, ma riconosci anche che in lui tu sei vincitore. Egli avrebbe potuto tener lontano da sé il diavolo; ma, se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato".
Dal «Commento sui salmi» di sant'Agostino, vescovo
Roberto Proietti - [email protected]