Omelia (18-02-2026)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Gl 2,12-14.18

Come vivere questa Parola?

Il cammino del tempo ordinario dà spazio al cammino quaresimale, un tempo forte segnato dal richiamo della Parola di Dio all'ascolto, alla conversione, alla memoria della salvezza che culmina nel Triduo pasquale. Quaranta giorni ci sono donati per riorientare - se necessario - questo nostro cammino. Per cominciare, proviamo a far risuonare in noi l'imperativo esortativo del profeta Gioele: ritornate a me..., ritornate al Signore...

Il primo indica il "come": con tutto il cuore innanzitutto, accompagnato da alcuni gesti concreti, ripresi e spiegati anche da Gesù nel vangelo: il digiuno, l'elemosina, la preghiera (cf Mt 6,16-16-18). Il "come" di Gioele comprende anche il secondo imperativo: laceratevi il cuore... Se le vesti strappate in tempi antichi indicavano anche esteriormente la penitenza, il perno qui è sempre il cuore: il ravvedimento è necessario, e comporta una lacerazione, che può essere anche molto dolorosa, ma rimane dentro, visibile solo al Padre!

Ora il profeta indica "da chi" ritornare: dal Signore, il Dio nostro, quello a cui abbiamo detto sì nelle nostre promesse battesimali... ma che talvolta perdiamo di vista e che nella mente ce lo disegniamo giudice, severo e impaziente. Invece no: siamo invitati, in questa Quaresima, a ricordare il Dio buono, tenero, clemente, mite, benedicente, compassionevole, geloso - di ciascuno di noi. È il Padre nostro, che vede nel segreto, che con compassione veglia ogni nostro passo e risana i cuori lacerati.


O Signore, guariscimi con la forza del tuo amore.

Il mio cuore io offro a Te, risanalo e rivivrò.


La voce di un vescovo

"Come è bello questo stile di Dio, come ci riempie di speranza e gioia grande. Il nostro Dio è un Dio misericordioso e benigno, tardo all'ira e ricco di benevolenza, pietoso riguardo alla sventura".

Mons. Carlo CIATTINI


Sr. Mimica Oblak FMA - [email protected]