| Omelia (15-02-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Sir 15,16-21 Come vivere questa Parola? In continuazione con le domeniche precedenti, il Vangelo di oggi c'intrattiene ancora sulla montagna ad ascoltare il Maestro Gesù riguardo la comprensione e attualizzazione della Legge e dei Profeti (cf Mt 5,17-37). Le opinioni tra gli ascoltatori sono varie, opposte anche, non diverse da chi li ha preceduti,... o da noi oggi: come devo/posso agire in una determinata situazione? Cosa prescrive la legge, cosa invece suggerisce il cuore? Quali sono i criteri di scelta? Non è mai stato facile orientarsi correttamente... Già qualche secolo prima di Gesù, un maestro della tradizione ebraica, Siracide, suggerisce alcune massime e similitudini utili per distinguere il bene e il meglio, per scegliere dove poggiare il piede, dove tendere la mano, a chi affidare il cuore. Sa bene Siracide che talvolta abbiamo impressione che le prescrizioni imprigionano il nostro libero agire. Ricorda però che proprio l'osservanza dei comandamenti sprigiona la certezza di essere protetti, custoditi, vegliati... da quella Presenza sapiente, forte e potente che vuole solo il bene per ogni creatura. Una Presenza che tuttavia mai s'interpone nelle libere scelte personali. È questo il dono immenso che possediamo e che impariamo ad esercitare nella quotidianità. Come infatti da piccoli sperimentavamo che il fuoco brucia, e anche l'acqua bollente, da adulti distinguiamo sia la bontà che la forza distruggente del fuoco, dell'acqua o di altre potenze. E comprendiamo che le delimitazioni davvero ci proteggono, custodiscono la nostra vita. A patto che vogliamo osservarle, con fiducia - come di un bimbo che in braccio a mamma e papà impara a toccare/non toccare. Come del resto suggerisce un'altra versione del testo di Sir 15,16[15]: Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti; l'essere fedele dipende dalla tua buona volontà.
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