| Omelia (01-03-2026) |
| Omelie.org (bambini) |
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Buon giorno e buona festa ragazzi! Siamo alla seconda domenica di Quaresima e abbiamo nel cuore ancora le immagini dei giochi olimpici che si sono svolti a Milano Cortina. Tanti campioni sono saliti sul podio che ha coronato, con le medaglie, le loro fatiche e il loro tenace impegno. Nella pagina del Vangelo di oggi abbiamo visto Gesù che è salito sul monte Tabor e lì, insieme ai tre discepoli e attraverso i loro occhi, abbiamo assistito al loro racconto sulla trasfigurazione di Gesù. La trasfigurazione è molto di più di una cerimonia di premiazione olimpionica, e cammin facendo capiremo perché. Intanto voglio sottolineare che dietro ad ogni cerimonia di consegna delle medaglie, che dura in realtà pochi minuti c'è, da parte degli atleti, una preparazione che dura anni. Quando noi li vediamo sul podio la loro faccia brilla di gioia, proprio come il volto di Gesù sul Tabor, ma per arrivare a quel momento di luce ci sono stati: - Sveglie prestissimo al mattino quando tutti dormono. - Allenamenti con il freddo o con i muscoli che fanno male. - Rinunce a feste o a cibi golosi (il loro "digiuno" quaresimale). Questo per dire che ogni premio richiede impegno, sacrificio, rinuncia. Gesù, sul Tabor, non è diventato luminoso "per magia". Quel momento sul monte serve a dire ai discepoli: "Guardate che la fatica che faremo a Gerusalemme (la salita, la croce) serve a portarvi qui, sul podio della Vita Eterna". Gli apostoli però fanno fatica a comprendere il messaggio del maestro. E Pietro, ingenuamente, lo fa capire anche a tutti noi che ascoltiamo questo racconto. Lui sta così bene in quella luce vedendo Gesù trasfigurato di splendore che non vuole più scendere dal monte, insomma non vuole più scendere dal podio. Ma ogni vero campione olimpico sa che, una volta sceso dal podio, deve tornare ad allenarsi. Perché se restasse tutto il tempo a guardare la sua medaglia, non vincerebbe più nulla! E Gesù è il Maestro dei campioni di tutto il mondo e di tutta la storia! Un'altra cosa che vorrei sottolineare è che un atleta non gareggia mai per se stesso, ma per dare gloria alla sua nazione. L'incontro con Gesù, nella celebrazione Eucaristica, è l'incontro con Dio autore della vita e perciò l'incontro con un grande campione di vita, ma anche con un grande maestro di vita, un vero e proprio allenatore, un "Coach". Questa cosa la sottolinea bene la voce del Padre quando dice: "Questo è il mio figlio, l'Amato: ASCOLTATELO!". Non è solo un semplice consiglio che possiamo accogliere o meno, ma è un vero e proprio comando che il Padre ci dona. Come a dire: "Voi ragazzi e ragazze, voi Paolo, Andrea, Fiorella, Lucia... volete crescere bene? Volete diventare campioni di amore, di vita non solo per voi stessi ma per tutte le persone che incontrate a scuola, a casa, nel vicinato, in oratorio, al parco? Ascoltate Gesù, mettete in pratica quello che vi dice!". Penso che tutti voi facciate dello sport. All'inizio è tutto bello, c'è la novità ma, man mano che le cose vanno avanti, si avverte una certa fatica e arriva anche la voglia di mollare. In quel caso lì è necessario ascoltare il proprio allenatore. Un bravo atleta fa proprio cosi: ascolta e si fida del suo allenatore anche quando gli chiede l'ultimo sforzo. Dio Padre ci dice che Gesù è l'Allenatore migliore del mondo. Se lo ascoltiamo, anche se la salita della Quaresima sembra dura, questa salita insieme a tante altre fatiche ci prepara per il nostro "record personale": diventare persone capaci di amare davvero. Scegliere Gesù come Coach di vita significa ascoltarlo davvero e somigliargli nell'amore generoso e gratuito. È la strada per trasfigurare la nostra vita e renderci veri campioni di amore. Allora perché ciascuno di voi non si scrive questa frase del Padre da tenere sotto gli occhi? "Questo è il mio figlio, l'amato: ASCOLTATELO!". Oppure, prima di cena aprite il Vangelo e leggete una frase di Gesù. Fermatevi un minuto in silenzio. È lì che il "Coach" vi suggerisce la tattica giusta per la giornata che affronterete domani. Buon allenamento in questo tempo quaresimale! Commento a cura di Peira Cori |