| Omelia (01-03-2026) |
| don Lucio D'Abbraccio |
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La luce che ci rialza Il Vangelo di questa seconda domenica di Quaresima ci racconta un episodio bellissimo del Vangelo secondo Matteo. Dice così: «Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte». Immaginiamo la scena. Gesù prende tre amici e li porta su un monte alto. Salire su un monte non è facile: si fa fatica, si suda, manca il fiato. Ma Gesù li porta lassù perché vuole mostrare loro qualcosa di molto importante. A un certo punto accade qualcosa di straordinario: «il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce». Il volto di Gesù diventa luminoso. I discepoli capiscono che davanti a loro non c'è solo un maestro buono, ma il Figlio di Dio. Perché Gesù fa vedere questa luce? Perché sa che presto i suoi amici lo vedranno soffrire sulla croce. Vedranno il suo volto ferito, coperto di sangue. Se non avessero visto prima la sua luce, forse si sarebbero scoraggiati del tutto. Invece quella luce resterà nel loro cuore come un ricordo forte: Gesù è davvero il Signore, anche quando soffre. Anche nella nostra vita succede così. Ci sono momenti difficili: quando litighiamo in famiglia, quando abbiamo incomprensioni sul posto di lavoro, quando un amico ci delude, quando qualcuno che amiamo sta male. A volte tutto sembra buio. Ma Dio ci regala anche momenti di luce: un abbraccio, una parola buona, una preghiera che ci dà pace. Sono piccoli "Tabor" nella nostra vita, piccoli monti dove sentiamo che Dio è vicino. Quando Pietro vede quella luce dice: «Signore, è bello per noi essere qui!». È come dire: "Restiamo qui per sempre!". Quando stiamo bene, nessuno vuole tornare ai problemi di tutti i giorni. Ma non si può restare sempre sul monte. Bisogna scendere. Mentre sono ancora lì, una nube li avvolge e si sente la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». Dio Padre dice una cosa sola: ascoltate Gesù. Non dice: capite tutto. Non dice: risolvete tutti i problemi. Dice: ascoltatelo. Ascoltare Gesù significa fidarsi di Lui. Significa provare a fare quello che dice: perdonare, aiutare, dire la verità, non vendicarsi, pregare anche quando non ne abbiamo voglia. I discepoli, però, hanno paura e cadono a terra. Allora Gesù si avvicina, li tocca e dice: «Alzatevi e non temete». Questo è il cuore del Vangelo. Gesù non rimane lontano quando abbiamo paura. Si avvicina, ci tocca, ci rialza. Quante volte anche noi abbiamo bisogno di sentirci dire: "Non avere paura". Quando sbagliamo. Quando ci sentiamo soli. Quando pensiamo di non farcela. Gesù ci ripete: "Alzati". Non dice: "Resta per terra". Dice: "Alzati". Poi scendono dal monte, Gesù chiede di non raccontare subito quello che hanno visto, «prima che il Figlio dell'uomo non fosse risuscitato dai morti». Prima viene la croce, poi la risurrezione. Prima la fatica, poi la gioia piena. Anche noi scendiamo ogni giorno dal nostro "monte" e torniamo alla vita normale: il lavoro, la casa, le responsabilità. I problemi non spariscono per magia. Ma se abbiamo visto anche solo un po' della luce di Gesù, non siamo più gli stessi. La Quaresima è proprio questo: salire con Gesù, lasciarsi illuminare da Lui, ascoltarlo, e poi tornare nella vita di tutti i giorni con più fiducia. Perché anche quando sembra buio, la sua luce non si spegne. E se cadiamo, Lui è sempre pronto a dirci: "Alzati e non temere". Amen! |