Omelia (01-03-2026)
don Michele Cerutti
Trasfigurazione anticipo della Pasqua

I discepoli seguono Gesù e non sempre comprendono il personaggio con cui sono invitati a misurarsi. Hanno una certa idea di chi sia. Pietro lo ha anche appena professato: Tu sei il Cristo.
Tuttavia, essi sono chiamati fare anche passi ulteriori per comprenderne lo spessore. Il Cristo deve soffrire e poi risorgere. Quando si parla di sofferenza si ravvisa subito l'incomprensione proprio da parte di quel Pietro che lo ha proclamato. Egli non vuole che questa dimensione tanga la vita del Maestro.
Gesù gli risponde: Vade retro Satana non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini.
Non solo Gesù rincara la dose afferma che chi lo vuole seguire deve prendere la Croce.
Davanti a messaggi così forti penso che ci sia stato lo scoraggiamento dei discepoli.
A Gesù non rimane che spiegare il tutto indicando la meta.
Come quando si inizia un cammino per addolcire la durezza del percorso che bisogna compiere si spiega la bellezza del punto di arrivo in modo tale che quando ci si avvicina si prova la gioia.
Questa icona che Gesù ci presenta vuole essere propedeutica alla Resurrezione tappa di arrivo dopo il cammino quaresimale.
Gesù porta con sé i tre discepoli che sono rivestiti di ruoli importanti: Pietro il principe degli apostoli, Giacomo il primo martire, Giovanni il discepolo amato.
Li conduce su un monte alto.
La scorsa settimana il deserto luogo in cui l'uomo sperimenta l'essenzialità.
Questa domenica la montagna rappresenta il luogo in cui c'è l'intimità con Dio.
Qui i tre discepoli sono testimoni di qualcosa di meraviglioso Gesù trasfigurato entra in dialogo con Mosè ed Elia. Uno rappresenta il patriarca l'altro il profeta. Mosè colui che ha guidato il popolo nel deserto ed Elia rappresenta tutta la categoria di coloro che ne hanno profetizzato la venuta.
Davanti a questa scena così la contentezza dei discepoli si esprime in Pietro. Facciamo tre tende un per te, una per Mosè e una per Elia dice il principe degli apostoli.
I discepoli sembrano dire abbiamo capito non c'è bisogno di camminare, ma Gesù vuole offrire solo un pungolo per continuare a percorrere la strada e anche a noi è chiesto di sentire un poco la bellezza della Risurrezione per comprendere che questo cammino di purificazione ha un traguardo. Ogni Quaresima anche quella della vita ha uno sbocco. Questo è il messaggio che viene offerto. Una prova fisica, lavorativa, una prova di relazione ci viene messa per un traguardo che poi comprenderemo meglio nella Risurrezione e con la trasfigurazione ora la prefiguriamo. Ci viene offerto quindi un anticipo di quella comprensione e oggi ci viene fatto pregustare un pezzo di Pasqua. Questa sembra facile da dirsi e poi è difficile da vivere gli apostoli scendono valle hanno le loro difficoltà ancora e sul Monte Calvario si acuiranno, infatti, tranne Giovanni tutti scappano.
La sofferenza non è mai facile capire questa si comprende solo e unicamente con la grazia di Dio che dà chiedere con insistenza.
Prima che la scena ceda il passo alla quotidianità il Padre irrompe dicendo: "Questi è il mio Figlio nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo".
Come dire forza avanti cammina ancora verso un altro Monte dove il Figlio andrà incontro alla morte per poi giungere nel giorno di Pasqua e testimoniare la gioia della Resurrezione.
Questo è possibile mettendosi alla scuola dell'ascolto della Parola di Dio di cui Gesù è l'incarnazione.
Seguendo Cristo tutto ha più senso e tutto è più ordinato e ogni Quaresima termina con la forza della Pasqua.