| Omelia (22-02-2026) |
| don Roberto Seregni |
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Nel deserto I primi giorni di quaresima sono stati davvero impegnativi: la preparazione dell'assemblea dei catechisti della parrocchia, i colloqui con le coppie che si preparano al matrimonio, un po' di lavori vari da coordinare per concludere i nuovi saloni della catechesi... Comunque, vi confesso, avevo proprio voglia di iniziare la Quaresima! Desidero concedermi più tempo per la preghiera, riorganizzare le mie priorità e mettere Gesù al centro della mia vita. E mi sembra che non ci sia modo migliore di farlo che vivendo al meglio questo tempo che la Madre Chiesa ci sta donando. La prima domenica di Quaresima ci conduce nel deserto per contemplare da vicino le tentazioni di Gesù. Leggo con attenzione il testo di Matteo e desidero condividere due brevi riflessioni. La prima. È lo Spirito Santo che spinge Gesù nel deserto per essere tentato da Satana. Questo forse può sorprendere: non dovrebbe lo Spirito mettere al riparo dalle tentazioni? Non dovrebbe lo Spirito proteggerci dal nemico? Leggendo il testo evangelico sembra proprio il contrario: lo Spirito espone Gesù alle tentazioni proprio come il vento dispiega le vele di una imbarcazione. Davanti alla prova, davanti alle parole astute del tentatore, emerge la vera grandezza del Figlio che vive dell'amore del Padre, che si espone alle tentazioni come qualsiasi figlio dell'uomo per aprire un cammino di solidarietà. Le tentazioni, se vissute nella fede e nel pieno abbandono all'amore del Padre, svelano la nostra autenticità. La seconda. Non dobbiamo dimenticare che siamo discepoli di un Dio che ha vinto le tentazioni e ci ha aperto un cammino di libertà. Non siamo più schiavi del peccato, siamo uomini liberi, liberati dall'amore che salva. Gesù vince le tentazioni con la forza e la trasparenza della Parola, non dialoga con il diavolo, non scende a compromessi, non lascia spazio a malintesi. Tutto il cammino della Quaresima, dalle dune del deserto fino al monte Calvario, è un cammino di spogliazione e di autenticità per ricordarci che siamo Figli amati. In questi quaranta giorni, camminando con Gesù, scopriremo sicuramente le nostre debolezze e le nostre povertà, ma soprattutto scopriremo che siamo amati. Follemente amati. Buon cammino don Roberto Approfitto di questo spazio per condividere la pubblicazione di "La mia prima comunione con papa Leone XIV" con le edizioni Àncora. Ho aiutato a tradurre e commentare alcuni testi di Papa Leone quando era Vescovo qui in Perú. Un libro bello e colorato per le prime comunioni! |