Omelia (25-02-2026)
Missionari della Via


Una generazione malvagia cerca segni da parte del Signore. Sono malvagi perché restii ad ogni seppur minimo cambiamento, anzi, a volte anche ostili e respingenti. Molti cercano segni a Gesù ma solo per metterlo alla prova, per avere di che accusarlo. A questa generazione il Signore non dà segni prodigiosi o miracoli, perché basta loro il cambiamento dei cittadini di Ninive alla predicazione di Giona. Tanti altri oggi cercano anche segni strabilianti, prodigi, miracoli, apparizioni per sentirsi al sicuro, illusi di poter nutrire la loro fede con segni esteriori ma non con un cambiamento interiore che viene dall'ascolto e dalla pratica della Parola. Davanti a questo mondo nel quale Dio è stato messo da parte, c'è bisogno che le nostre strade siano traversate dalla predicazione del Vangelo come fece Giona con gli abitanti di Ninive. Oggi vogliamo dunque cogliere quest'invito del Signore: convertiamoci al bene. Vegliamo su noi, che non ci succeda, nonostante tutte le nostre buone intenzioni, di essere definiti malvagi perché restii a cambiare.

«Il Signore oggi ci mette in guardia per essere vigili nel saperlo riconoscere nelle diverse circostanze. Non sempre il modo di presentarsi di Dio è evidente, ma se sappiamo ascoltare come i Niniviti e stare con gli orecchi attenti come la Regina del Sud, certamente sapremo riconoscere che siamo davanti a Gesù che ci parla» (don Martin Luque).



San Nestore era un Vescovo della comunità cristiana di Magydos nella regione della Panfilia. Durante la persecuzione l'Imperatore Decio (249-250) mandò i soldati in tutta la provincia per cercare i cristiani e costringerli di sacrificarsi agli dei. Nestore fece fuggire la comunità cristiana invitandoli a mettersi in salvo, senza cercare per se stesso di sfuggire alla persecuzione. La chiesa di Magydos comprendeva anche membri pagani, difatti la comunità cristiana si stava ingrandendo ma, il Vescovo Nestore rimase saldo nella sua fede fino al martirio. Nestore era conosciuto per la sua generosità, onorato dai cristiani e dai pagani che ne riconoscevano la sua levatura morale. Quando lo trovarono era in preghiera nella sua casa, di fronte al giudice irenarca Nestore non oppose resistenza neppure al duro interrogatorio, senza però aderire alle richiesta dell'imperatore. Persino i suoi persecutori usavano una certa cautela nei suoi confronti, manifestazione che non accadeva spesso nei confronti dei cristiani. Il rispetto nei suoi confronti era dovuto, tuttavia i soldati di Decio gli chiedevano di ubbidire alla divinità dell'Imperatore, anche se per il Vescovo cristiano tale comportamento avrebbe rappresentato il tradimento verso il cristianesimo, spingendolo verso l'abiura. Per questo motivo San Nestore, Vescovo di Magydos subì la tortura e la morte sulla croce (https://www.vaticano.com/san-nestore-il-santo-piu-vecchio/).